"E se ti avessi incontrato altrove".
Ci sono legami che sfuggono al tempo, come se il loro filo fosse tessuto in un'altra vita, in un'altra epoca, forse in un sogno che abbiamo dimenticato.
Ti ho riconosciuto senza sapere chi fossi.
Era il tuo silenzio a parlarmi, non le parole.
Era il modo in cui guardavi il mondo, come se lo stessi cercando ancora.
Certe anime si sfiorano senza toccarsi mai davvero, camminano accanto ma non si prendono la mano, per paura di capire troppo tardi di essere sempre appartenute l’una all’altra.
Tu eri il mio “sempre”, ma nel tempo sbagliato.
E c'è una dolcezza straziante in questo: sapere che esiste un luogo, forse nei sogni, dove siamo insieme, dove nessuno ha paura, dove il mondo ci ha dato il tempo giusto.
Ogni volta che ti penso (e ti penso spesso ), mi domando se anche tu senti questo vuoto così pieno, questa mancanza che non pesa ma accompagna, come una melodia che conosci a memoria ma non riesci mai a cantare fino in fondo.
Non ci siamo mai davvero detti addio.
Perché le anime gemelle, in fondo, non si dicono addio.
Si aspettano.
Anche quando non sanno più dove cercarsi.