A qualcuno serve un ripasso, molti devono proprio studiare come si sta nel web.
A distanza di mesi, mi sento di ripostarlo.
Il Manifesto della comunicazione non ostile
#UsiAmo Parole Gentili
A qualcuno serve un ripasso, molti devono proprio studiare come si sta nel web.
A distanza di mesi, mi sento di ripostarlo.
Il Manifesto della comunicazione non ostile
#UsiAmo Parole Gentili
Penso che l'elemento che abbia salvato Vasco preservandolo in parte dalla corrosione del tempo sia la sua profonda anima cantautorale dentro le vesti indossate (successivamente) da rocker. Se leggiamo quali sono i suoi riferimenti nelle interviste rilasciate nel corso degli anni, leggiamo quasi sempre i nomi di grandi cantautori italiani, più che rockstar straniere (De Gregori, De André su tutti), se ascoltiamo molti suoi brani degli esordi leggiamo quella sagace feroce ironia tipica di certe penne "autorali" nostrane. Poi è venuta la celebrità, il rock, l'esigenza di rafforzare la compagine musicale assoldando eccellenti turnisti, maestri nei rispettivi strumenti, l'esigenza di internazionalizzare il suono inasprendolo e aumentandolo di intensità, chitarristica e batteristica, a scapito di una certa originalità iniziale dominata dal tripudio di fiati, dal colore luminoso di certe tastiere che campeggiavano nei primi dischi. Ci sta che dopo decenni di attività e decine di dischi sfornati, la creatività musicale e testuale sia venuta meno, ciò non toglie il brio e l'originalità del suo singolare italico cantautorale approccio al rock. Che resta ancora oggi un bene da preservare. Poche persone hanno saputo cantare con sfacciata sincerità le magagne sentimentali che tutti noi, per vergogna, per pudore, perché sono difficili da ammettere, tendiamo costantemente a nascondere nella nostra vita perché certe verità fanno male (chi di noi non ha vissuto quanto cantato in "La nostra relazione"?) denunciando un perbenismo di facciata che cozza con la realtà vissuta. Quella noia che ci corrode l'anima quando "tutto l'infinito finisce qui" degna della migliore esegesi leopardiana. Già il titolo del primo LP "Ma cosa vuoi che sia una canzone ... " è una formidabile dichiarazione d'intenti che il rocker di Zocca ha saputo porre in essere nel corso degli anni.
C'era un volta il Sitar..
.... e Brian Jones.
Scegliere da che parte stare è un esercizio fondamentale, un impegno da rinnovare ogni giorno.
Non è più tempo di tentennamenti e menefreghismi, vista la decadenza di stile e di contenuti, l'imbarbarimento dei comportamenti e la volgarizzazione del linguaggio nelle community.
🌜Buenas noches 💫
Che mareggiata sia 🌊🐳
Infinitamente_Alto
Les Claypoll e la Storia di un basso che imparò a volare
Quando spunta un fiore nel tuo giardino,
non domandarti se sia più bella
l'orchidea, la rosa o il ciclamino,
inginocchiati, innaffialo e curalo.
Non passare le giornate
affacciato sul giardino dell'altro,
finirai con l'invidiarlo
o peggio ancora
desiderare emularlo.
Nel frattempo
il tuo diventerà arido,
perché la terra,
coltivata a disprezzo
rancore e veleno,
come direbbe Adelchi
"altra messe non da".
La gioia della creatività
è l'ossessione dei Fake Viventi
che passano le giornate
a studiare quello che scrive l'altro
per dileggiarlo e replicarlo.
Non hanno altro scopo
e quello che perseguono
non di rado gli sfugge di mano.
....
Cloning 😉
Ho camminato nel fuoco
Il verso preciso è "...cammini nel fuoco passandoti la lingua tra le labbra..." L'altro mio verso preferito è "C'è una porta e non un muro". Molti dei miei versi preferiti sono sul disco Magic and Loss. Doveva originariamente trattarsi di magia, la magia vera, la capacità di rendersi invisibili. Avevo sentito raccontare di maghi, in Messico, con poteri strani. Credevo che se avessi fatto canzoni che parlavano di magia, avrebbero provato a contattarmi per raccontarmi i loro segreti. Dopotutto, la gente da sempre mi racconta i propri segreti, e spesso li metto nelle canzoni come se fossero cose accadute a me. Purtroppo due dei miei amici sono morti di un cancro fulminante a distanza di un anno l'uno dall'altro mentre scrivevo, e quindi Magic, è diventato Magic and Loss. Ho sperato in una soluzione magica per affrontare il dolore e la mancanza. Ho voluto creare una musica che aiutasse a superare la perdita. Mi era sembrato che tutto ricominciasse sempre, che ci venisse offerta l'occasione di riprovare.
Sul disco New York tutt'oggi mi colpisce l'interesse nelle forze sovrannaturali. "Perso tra gli astri confusi..." Gli astri sono confusi, la mappa difettosa. Romeo Rodriguez perde l'amico in una macchina noleggiata da altri. Si comincia in un ambiente disperato. Tuttavia del tutto prevedibile se credi nelle parole di una delle mie prime canzoni, "I'll Be Your Mirror", dove il cantante si offre di "riflettere quello che sei, nel caso non lo sapessi". Quella era una canzone d'amore, ma la capacità e il desiderio di rispecchiarsi può portare su altre dimensioni, e mostrarci altri spazi e altre condizioni dentro o riguardo noi.
Ho sempre pensato che le mie parole andassero al di là del reportage e prendessero posizioni emotive benché amorali. Nelle prime canzoni, questo è stato spesso visto come una celebrazione o una glorificazione di quello che comunemente viene visto come un peccato. Un comportamento peccaminoso che rimane impunito. Il fatto che questo poi succedesse in un disco venne considerato già peccaminoso in sé. Un calderone di peccati su vinile. Questo, più il sostegno di Andy Warhol, erano ingredienti giusti per una miscela incendiaria. Sono tornato a quei tempi particolari in Songs for Drella, che cercava di suscitare la nostalgia per quell'epoca e per quell'uomo, e ricordare la posizione di rispetto che occupava ai nostri occhi come artista. Anche ai nostri giorni è meraviglioso vedere come manipolava e trattava la stampa, l'enorme senso dell'etica del lavoro che aveva, i suoi tentativi di esprimere la rilevanza delle cose in un mondo che si dirigesse sempre verso l'ultimo, qualunque cosa fosse. La nuova generazione cerca di definirsi, e la prima cosa che fa è buttare via quella precedente.
In Time Rocker, un dramma che scrissi con Robert Wilson, ci siamo interessati all'idea di trascendere il tempo, di passare attraverso il tempo, i suoi confini e i suoi mondi. Avvaloravo questo tipo di viaggi perché era un tipo di magia. Non avevamo la macchina a noleggio, ma piuttosto un pesce che viaggiava nel tempo. Ciò mi riportava indietro al desiderio che si trova in "Trade In" da Set the Twilight Reeling, di trascendersi per dare in cambio l'anima, quella stessa anima che era "messa in vendita" in "Coney Island Baby". Lo stesso dell' "Average Guy" in "The Blue Mask" che metteva "uno spillo nei capezzoli e credeva di essere un santo". L'amore e il desiderio di trascendere scorrono in queste canzoni. "The Proposition", "Make Up My Mind", "Wild Side", addirittura. I personaggi di queste canzoni si dirigono sempre verso qualcosa, c'è un conflitto e cercano di risolverlo. In "Some Kinda Love" lui "spalma della gelatina sulle spalle". Mentre più tardi prova a "aggrapparsi alle sue emozioni" per riuscire a "far vorticare il tramonto" mentre la "luna e le stelle stanno ferme davanti alla finestra". Le attrici comprendono perché recitano. Capiscono il desiderio di vedere "The Bells", di sentire l'annuncio di trascendenza e di libertà. E tutte le canzoni parlano proprio di questo.
Lou Reed