[ Ah, le parole...]
Lui mi guarda stupito, allunga la mano un po' titubante e il suo sguardo sembra smarrito...
Sul palmo della mano io gli adagio con cura reverenziale le mie parole.
Strane, strambe, sghembe (la maggior parte di loro lo sono) ma mie. Tutte. Senza eccezioni.
Mie e di nessun'altra.
《 ...cercami pure nelle altre, troverai altro, non me》 l'ho detto tante volte e altrettante volte l'ho pensato.
E non è superbia ma consapevolezza. Consapevolezza di essere me stessa sempre.( nel bene e nel male)
Le guardi quelle parole, lì, sul palmo della tua mano...Le guarda e sembrano illuminarsi.
Quando chiuderai il pugno non pensare alla violenza che esso può esprimere ma alla delicatezza del verbo "proteggere ".
Noi, qua dentro siamo fatti di parole.
Null'altro.
Parole scure su uno sfondo bianco. Le parole non indossano vestiti su misura, né orologi di marca.
Sono nude e assomigliano alla verità.
Ed eccola lì, la verità. Nuda, esposta, a gambe larghe. Una puttana sincera.
( Sono stata volgare? Uh, chiedo scusa alla platea scandalizzata. )
Ah, le parole...
Ecco, io sono null'altro che questo: le mie parole.