Quanto è lontano il tempo in cui gli antenati vivevano davvero dentro di noi? Oggi il nostro cuore è occupato da un’enorme quantità di cose ed essi non riescono più a trovarvi dimora. Non avevano mai immaginato un’epoca in cui bellezza e solennità potessero essere divise, e così ora si affliggono per questa insopportabile separazione, dolorosa come il giorno in cui furono divisi per la prima volta il cielo e la terra. La solennità ormai non può avere che la natura di un’aspra e dura roccia. La bellezza è un magnifico cavallo in fuga. Un tempo nitriva fiero, e domo nel nebbioso cielo del mattino. Quel cavallo allora era puro e mite. Ma oggi la solennità ha allentato le sue briglie lasciando che si lanciasse al galoppo. E il maestoso destriero nella sua sfrenata corsa tante volte è caduto e tante volte si è rialzato riprendendo a correre. Ormai non è più puro, il fango ha insozzato il suo manto. E’ molto raro, ma ancora oggi qualcuno percepisce la visione di un bianco cavallo immacolato. Gli antenati sono alla ricerca di questi uomini e il giorno in cui riusciranno a trovarli, si insinueranno pian piano nelle loro anime, dando inizio a una splendida e nobile vita comune, nutrita dalla loro verità interiore.
Yukio Mishima - La foresta in fiore









