Profilo BACHECA 202
Casa chiamata Fetta di Polenta
Si narra che il progetto e la realizzazione di questa casa siano il frutto di una sua scommessa. Dal momento infatti che il proprietario del terreno attiguo non aveva voluto venderglielo, lui volle dimostrare che era in grado di costruire un palazzo anche nella piccola porzione di sua proprietà. Nessuno infatti poteva credere che un edificio dalle dimensioni così improbabili potesse reggersi in piedi. Furono Antonelli stesso e sua moglie, Francesca Scaccabarozzi, nobildonna originaria di Cremona, dal cui cognome prende appunto nome il palazzo, i primi intrepidi che decisero di abitarvi. Nessun altro voleva saperne di farne la propria dimora abitativa, proprio perché si trattava di un edificio che, per l’epoca, sfidava tutte le classiche regole in fatto di costruzione. Come si suol dire, furono persone di poca fede, perché la fetta di Polenta, grazie alle sue fondamenta molto profonde, sopravvisse all’esplosione del Polverificio di Borgo Dora nel 1851 che lesionò molti edifici della zona, al terremoto del 1887 che rase quasi completamente al suolo l’intero quartiere di Vanchiglia e ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Via Giulia di Barolo angolo corso san Maurizio....Torino
Ti resto accanto...sempre, anche quando non dovrei anche quando non sai che ci sono, anche quando non mi vedi! TI resto accanto,e cerco di capire,perché un giorno sei rosa e il giorno dopo sei spina!Tanto tempo,secondo i miei ideali ma breve se ci scappa da ridere o da vivere ..troppo tempo se ti fai aspettare!Ti resto accanto incondizionatamente perché nella mia mente ci sei soltanto tu..
Profondamente toccante, e che tutto quello che è successo non succeda mai più, tutti gli uomini e le donne tutti uguali uniti per la pace che ogni giorno lotta ancora per le sopraffazioni umane ..
Lo cercavo insistentemente... ebbene si... non ne potevo fare a meno... per me era come aria, ossigeno ,sangue nelle vene... appena non c era mi mancava.. mi mancava il modo in cui mi faceva sentire sua... mi mancava quando non era con me... mi mancava,
avere il suo corpo tra le mani... mi mancava sentirmi voluta, desiderata, mi mancava essere s.......... da lui...
Palazzina di caccia di Stupinigi Torino
Ambienti della palazzina; una sala, un luogo dall'atmosfera particolare.
Oggi il focus è sulla Sala da Gioco che è la sala di maggior consistenza per ampiezza e stile negli appartamenti del duca del Chiablese. Si tratta di un grande spazio destinato allo svago della corte inserito in una sala di forma rettangolare con gli angoli smussati e due grandi nicchie nei lati più corti. Il soffitto, decorato da Giovanni Pietro Pozzo nel 1765, riprende gli stessi motivi esotici e orientaleggianti delle pareti dipinte da Christian Wehrlin che svolgono il ruolo di elegante cornice al mobilio da gioco presente all'interno della stanza: un salotto della metà del XVIII secolo, un tavolo da gioco in stile Luigi XV con una preziosa scacchiera, intarsiata in ebano e avorio, oltre a una scrivania con raffinate figure in avorio intarsiate dell'inizio del XVIII secolo. Interessanti sono anche le cineserie e le porcellane presenti in questo ambiente che ben si adattano alla decorazione esotica del complesso.
Un film straordinario, da vedere ,ti prende il cuore.












