
“Figlie e figli miei coraggiosi che siete per strada, la voglia di stare al vostro fianco mi riempie ogni momento…
Anche se volevo stare con i miei, di figli, con tutto il cuore - quale madre non lo desidera? - guardate che io non mi pento.
L'ho detto ogni volta, in ogni interrogatorio.
L’ho detto in mezzo a ogni solitudine del cuore.
L’ho detto con le mani vuote.
Questa fiamma calda della ribellione non dobbiamo farcela rubare.
Io l’ho tenuta accesa per tutti questi 13 anni, vivendo la santa rabbia delle torture.
Noi prevarremo, perché la #Resistenza è nel nostro cuore".
Dalla lettera di #MaryamAkbariMonfared, in carcere in #Iran da 4700 giorni.
Ha superato umiliazioni di ogni tipo, ha sopportato senza impazzire l’esecuzione di quattro fratelli e sorelle (Alireza, Ruqiya, Abdolreza e Gholamreza).
Quando chiedete dove trovano la forza i manifestanti iraniani, ecco sono questi i manifestanti iraniani!




