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UN ASSALTO "DIABOLICO" TOTALE

È un assalto diabolico totale all’anima e al corpo. Tra sieri genici e green pass come i governi sfruttando il terrore della gente impongono il pugno di ferro annullando le costituzioni e abrogando secoli di civiltà del diritto di Francesco Lamendola
È un assalto diabolico totale all’anima e al corpo
di
Francesco Lamendola

È incredibile che molti, troppi, non l’abbiamo ancora capito, o non lo vogliano capire: ciò a cui stiamo assistendo e che stiamo subendo, dietro il velo pietoso di un’emergenza sanitaria che in realtà non esiste, è il più grave attacco diabolico contro l’anima e il corpo delle persone che si sia mai verificato nel corso della storia umana. Mai si era vista una cosa del genere e mai si sarebbe creduto che un così grande numero di persone sarebbe caduto nell’inganno, e che un numero quasi altrettanto grande collaborasse docilmente con le forze del male. La sola spiegazione possibile è che moltissime persone hanno ormai perso la propria anima, per cui non c’è più nulla che il diavolo possa rubare loro e già non possieda: semplicemente, vuole che collaborino con lui per la perdizione fisica e spirituale di tutti gli altri. E infatti si sono lasciate prendere all’amo, ciascuna con l’esca delle proprie passioni disordinate: egoismo, vanità, cupidigia.

Tra sieri genici e green pass: come i governi sfruttando il terrore della gente impongono il pugno di ferro annullando le costituzioni e abrogando secoli di civiltà del diritto!
Ricapitoliamo.
Alla fine dell’inverno e al principio della primavera dello scorso anno le autorità sanitarie nazionali e internazionali dichiarano che è in corso una terribile pandemia e che chi si ammala è praticamente spacciato. I mass-media bombardano il pubblico con immagini scioccanti di bare e di ospedali intasati; i giornali e i telegiornali ripetono che la situazione è al collasso e non c’è più spazio nelle camere mortuarie per accogliere così tanti cadaveri; che la situazione di gravissimo e immediato pericolo esige misure eccezionali. I governi, sfruttando il terrore della popolazione, impongono il pugno di ferro: annullano le costituzioni, abrogando secoli di civiltà del diritto; decretano che qualunque spostamento fuori casa, qualunque assembramento di persone, qualunque contatto fisico fra di esse, anche due amici che sostano sotto casa a far due chiacchiere, è un reato molto grave, punibile a termini di legge, per intanto con pesanti sanzioni finanziarie. I partiti approvano, le opposizioni tacciono, gl’intellettuali più battaglieri ammutoliscono o, peggio, si schierano prontamente a favore di questa Narrazione Unica. Medici e scienziati descrivono gli effetti micidiali del virus, avvolgendolo in una nube indefinita che lo rende ancor più spaventoso all’immaginazione della gente. Curiosamente, però, mentre nei primi giorni si parla ancora di cure, e possibilmente di cure domiciliari; mentre qualcuno ammette che le cure ci sono, anzi esistono da sempre, e costano pochissimo, come l’idrossiclorochina, nel giro di pochi giorni la musica cambia. Né i giornali, né i sedicenti esperti che compaiono alla televisione o rilasciano interviste parlano più di questo, anzi, alcuni farmaci tradizionali ed efficaci vengono messi inspiegabilmente fuori legge, e sono necessari ricorsi e battaglie legali per sbloccare, ma solo in parte, tale assurdo divieto. Intanto i numeri dei decessi da Covid vengono gonfiati a dismisura, falsificando i certificati di morte e ascrivendo a tale casistica anche gli annegati o le vittime d’incidenti stradali, magari facendo loro il tampone post-mortem: un tampone del tutto inattendibile, che dà fino a un 80% di falsi positivi. Improvvisamente nessuno si ammala più di tumore, di diabete, di normale influenza con qualche complicazione polmonare: sono tutti vittime del Covid. I giornali di regime escono con titoli come questo: Ricoverato d’urgenza un positivo asintomatico: (e più tardi, un non vaccinato); solo che non viene detto perché è stato ricoverato, magari per una peritonite acuta. Oppure: Cento nuovi decessi; ma non si dice in quale arco di tempo, né dove, né se siano veramente cento casi mortali di Covid. Insomma un giornalismo da latrina, gridato e peraltro molto fiero di sé, visto il tono aggressivo e intollerante con cui l’ultimo scribacchino s’improvvisa grande scienziato e parla di tali cose in tono oracolare, dipingendo gl’increduli come una mala razza di terroristi o di complottisti, e invocando contro di essi le più drastiche misure governative. Il clero cattolico ci mette la sua parte, con un sedicente papa che fa eco a tutte le misure arbitrarie e illegittime limitanti le libertà personali, e decidendo, di sua spontanea volontà, di sprangare le chiese e lasciare i fedeli senza la santa Messa. Anche il giorno di Pasqua.

Ciò a cui stiamo assistendo e che stiamo subendo, dietro il velo pietoso di un’emergenza sanitaria che in realtà non esiste, è il più grave attacco diabolico contro l’anima e il corpo delle persone che si sia mai verificato nel corso della storia umana!
Poi, lentamente ma inarrestabilmente, e mentre il terrore mediatico seguita a imperversare, giorno dopo giorno, ora dopo ora, sbattendo in prima pagina agghiaccianti bollettini di guerra che non hanno alcun fondamento nella realtà (perché la mortalità è nell’ordine di quella delle normali influenze stagionali, e comunque provoca decessi che sono dello zero virgola zero e qualcosa, sul totale della popolazione), si comincia a parlare di vaccini. Strano a dirsi, a fabbricare i vaccini sono le stesse multinazionali farmaceutiche che già avevano annunciato un’imminente pandemia di questo tipo – avevano persino finanziato delle simulazioni di essa, negli anni precedenti il 2020; le stesse che già stanno facendo affari d’oro per la medicalizzazione subitanea della società, e hanno tutto l’interesse al boicottaggio delle cure domiciliari. Ancor più strano, ai medici non viene lasciata alcuna libertà di curare i pazienti secondo scienza e coscienza: vengono imposti dei protocolli sanitari, stabiliti da dubbi comitati tecnico-scientifici, formati da persone in flagrante conflitto d’interesse: protocolli che violano il giuramento d’Ippocrate e impongono la vigile attesa e la tachipirina, che equivalgono a creare le peggiori condizioni possibili per la cura del Covid. L’inutile attesa infatti consente al virus di svilupparsi con tutta la sua forza nell’organismo, e la tachipirina ha un effetto inibitore sulla produzione degli anticorpi. Subito dopo, il ricovero immediato in terapia intensiva e l’intubazione dei malati che presentano difficoltà respiratorie, dando il colpo di grazia a migliaia e migliaia di pazienti. E dopo il decesso, niente autopsia, sempre seguendo i protocolli che contraddico frontalmente la scienza medica, spedendo le salme, nude e chiuse in sacchi di plastica, senza uno straccio di cerimonia funebre, direttamente al forno crematorio, senza nulla dire ai parenti, in perfetto stile nazista. Decessi che riguardano quasi tutti persone di età molto avanzata e affetti da serie patologie pregresse. Questo ultimo dato però viene occultato o viene dato solo malvolentieri e in maniera obliqua: di fatto, si vuol far credere che tutti, compresi i bambini, corrono gravissimi pericoli, sebbene nessun bambino e quasi nessun giovane siano mai morti di Covid; e si impongono misure di distanziamento che non hanno alcun senso e si contraddicono continuamente. Ora i clienti di un locale pubblico possono sedere, ma non sostare al banco; poi l’esatto contrario, possono consumare qualcosa al banco ma non sedere ai tavoli. Ora si dice che possono recarsi in un albergo o un ristorante, ma solo fino alle 18,00 (l’ora perfetta della cena, come tutti sanno), poi che non possono; ora che possono uscire, ma solo fino a 200 metri da casa, poi che non possono fare nemmeno questo. Ora si concede libertà di spostamento, ma solo fino alle dieci di sera, dopo di che subentra il coprifuoco (e nessuno protesta o si meraviglia per l’adozione di questo linguaggio che implica la militarizzazione della società), poi che ci si può spostare anche dopo quell’ora: in vista, però, di un passaporto vaccinale che darà finalmente piena libertà di andare e di fare qualsiasi cosa, più o meno come prima.

Dall’eroico dottor Giuseppe De Donno, al Premio Nobel Luc Montagner "ignorato e ridicolizzato", fino a Giulio Tarro e Stefano Montanari? Oggi ai medici non viene lasciata più alcuna libertà di curare i pazienti secondo scienza e coscienza, mentre vengono imposti dei protocolli sanitari che violano il giuramento d’Ippocrate e impongono la vigile attesa e la tachipirina, che equivalgono a creare le peggiori condizioni possibili per la cura del Covid!
Ed ecco che finalmente arriva, l’attesissimo vaccino che in realtà non è affatto un vaccino, ma un siero genico sperimentale: in alcuni paesi arriva scortato dalle motociclette della polizia e salutato dalla folla acclamante, come se Gesù Cristo fosse ritornato sulla terra a portare nuovamente la salvezza. Però nessuno dice che non si tratta di un vaccino; nessun medico o scienziato autorevole, con pochissime eccezioni, si leva in piedi a dirlo; e se pure lo fa, i giornali lo ignorano oppure lo ridicolizzano. Così come hanno ignorato o ridicolizzato l’eroico dottor De Donno, allorché aveva dimostrato, dati alla mano, che i suoi pazienti guarivano tutti, senza vigile attesa o tachipirina e soprattutto senza aspettare il miracolo della salvezza dall’intruglio infernale che viene spacciato per vaccino, ma non è tale. Anche la voce di un Premio Nobel come Luc Montagner viene ignorata o ridicolizzata: lui, che ha condotto gli esperimenti vaccinali sui macachi e che li ha visti morire tutti, dice che gli effetti collaterali del sedicente vaccino ci sono e sono anzi imponenti sia per numero che per gravità, ma le sue parole cadono nel vuoto. A tenere banco, continuamente, ossessivamente, sono i Burioni e i Bassetti, i quali non solo dicono il contrario, ma scherniscono con feroci sarcasmi i cosiddetti no vax, termine ultra spregiativo col quale si indicano tutti quelli che nutrono serie e fondate perplessità su questo farmaco spacciato per vaccino, ma che in effetti è tutt’altra cosa. I medici, nell’insieme, tacciono e si rendono disponibili a collaborare, peraltro ben pagati, alla campagna di vaccinazioni massa. Le reazioni avverse ci sono e fin da subito: negli Stati Uniti, precisamente in Alaska, un’infermiera che si è fatta riprendere dalla telecamere mentre, sorridente, porgeva il braccio alla siringa, sviene e muore in diretta, due o tre minuti dopo: ma tutto questo scompare dai mass-media e solo su qualche sito informatico ne resta traccia, per breve tempo. Perché frattanto i padroni delle grandi piattaforme si mettono a censurare senza pietà chiunque osi avanzare dubbi o perplessità, chiunque osi criticare le politiche governative e le strane convergenze d’interessi fra mondo della politica e mondo degli affari. Non solo non c’è alcuna opposizione in parlamento, ma le stesse forze che sono andate al governo promettendo una linea di condotta completamente diversa, anche sulla questione dei vaccini e della libertà di scelta, si rimangiano tutto e diventano i più zelanti cani da guardia del regime totalitario calato su di noi da un giorno all’altro, dietro il paravento della (falsa) emergenza.

Il clero cattolico oggi ci mette la sua parte, con un sedicente papa che fa eco a tutte le misure arbitrarie e illegittime limitanti le libertà personali, e decidendo, di sua spontanea volontà, di sprangare le chiese e lasciare i fedeli senza la santa Messa. Anche il giorno di Pasqua!
Di fatto, si creano tensioni e spaccature nei condomini, sui luoghi di lavoro, nelle famiglie. Dopo che è stato insegnato ai nipotini che amare davvero i nonni vuol dire non andarli mai a trovare, ora si incitano i figli a denunciare i genitori che si oppongono al vaccino e si priva questi ultimi della patria potestà, affinché il loro bambino di dodici anni possa ricevere il siero della salvezza contro il volere di papà e mamma: l’ex ministro della Sanità Beatrice Lorenzin esulta (ce la ricordiamo, lei che a suo tempo voleva imporre l’obbligo d’una dozzina di vaccini in un sol colpo): Finalmente, dice, è passato il principio che i figli non sono proprietà dei genitori. Un principio che già da un pezzo è tramontato, con gl’interessi e gli arretrati: vedi le disinvolte e in parte criminali adozioni dei bambini di Bibbiano. Ci sono antiche amicizie che finiscono nel rancore e nelle reciproche accuse; ci sono genitori e figli che non si guardano più; ci sono vicini di casa che si prendono in odio e si denunciano ai carabinieri per il gravissimo reato di aver invitato quattro amici la sera per stare in compagnia. Intanto viene imposto il green pass, che di fatto obbliga intere categorie di lavoratori a farsi vaccinare, però con la somma ipocrisia di far loro firmare un foglio di assunzione della responsabilità personale su quel che potrebbe succedere: infatti l’imposizione non è diretta, non avviene con la forza fisica, bensì attraverso il ricatto più sfrontato: Tu non ti sottoponi al siero miracoloso e io ti licenzio. Non contano più la bravura, la dedizione, i meriti di servizio: una maestra, per esempio, o un professore rischiano il licenziamento se non si piegano al dio vaccino. Rischiano anche la scomunica, se è per questo, nel caso siano cattolici praticanti, visto che il gesuita Thomas J. Reese chiede a Bergoglio di dichiarare eretico chi è scettico sui vaccini. Inoltre non possono vedere i genitori anziani o malati, se sono in ospedale o in casa di riposo: non hanno il green pass, dunque non possono entrare.

Una cosa è certa: chi non vede che questo è l’assalto finale del Diavolo contro le anime e la vita umana, non lo capirà mai più!
Riassumendo. Si chieda a qualsiasi medico o scienziato serio: un siero genico sperimentale può essere definito vaccino? Si può fare un vaccino nel ben mezzo di quella che, secondo la loro convinzione, è una grave pandemia? Non è forse noto che i vaccini stimolano le varianti del virus, come diceva anche il dottor Sabin, il padre del vaccino anti-polio? Ed è ragionevole vaccinare tutti, anche i bambini che non corrono alcun rischio per il Covid, senza sapere quali saranno gli effetti collaterali, come candidamente ha ammesso lo stesso generale Figliuolo? Che saggezza c’è nel combattere un virus con un vaccino, senza avere alcuna certezza che il rapporto costi/benefici sia equilibrato, cioè che il vaccino non causi più danni del virus? E cosa si deve pensare del fatto che la cura basata sul plasma iperimmune è stata ridicolizzata e proibita, quando la praticava il dottor di Donno, mentre ora viene introdotta nelle nuove terapie anti-Covid col piccolo dettaglio che ogni dose costerà una fortuna (altri soldi a cascata per Bill Gates), mentre col metodo De Donno non costava quasi nulla, perché il plasma proveniva dalle donazioni spontanee dei malati guariti? E che dire del fatto che nella vicina Svizzera non si chiede né s‘impone ai cittadini nulla di simile al green pass, e lo stesso in Danimarca, in Spagna e in quasi tutti gli altri Stati? Come mai solo da noi (e in Francia) è uno strumento indispensabile per sconfiggere il Covid? E come mai ora si ammette, dopo aver detto il contrario, che una dose di vaccino non basta assolutamente, ci vuole la seconda (il richiamo), poi la terza (il richiamo del richiamo), a volte anche la quarta (il richiamo del richiamo del richiamo), e ciò non per un anno e poi basta, ma praticamente per tutto il resto della vita? Come giudicare il fatto che questo non era stato detto, e che anzi si era presentato il vaccino come un piccolo sacrificio da fare una volta sola, e poi tornare liberi come prima? Una cosa è certa: chi non vede che questo è l’assalto finale del Diavolo contro le anime e la vita umana, non lo capirà mai più.
Del 28 Agosto 2021
Bellissimo messaggio di un lettore (che pubblico con il suo permesso)
Carissimi amici lettori, pubblico volentieri questo messaggio (dopo averne ottenuto il permesso dalla persona da cui mi è giunto) così come mi è arrivato, senza aver apportato alcuna modifica, in modo da poter permettervi di apprezzare i contenuti con quella immediatezza che si suole usare quando un testo non è pensato per la pubblicazione.
E lo pubblico sempre in rapporto all'aiuto spirituale che può dare a ciascuno di voi e anche per offrirvi un esempio di quello che la Madonna può operare nelle anime quando Le ci si consacra in modo sincero, non ipocrita o interessato.
Quello che sta accadendo nel mondo spirituale dell'amico lettore è qualcosa di simile a ciò di cui parlano San Luigi Grignion di Montfort, San Massimiliano Kolbe e gli apostoli della consacrazione.
La Madonna è in grado di accendere un fuoco spirituale nell'anima ed elevare ad alti gradi di amore e azione apostolica per Lei e per la diffusione del regno di Cristo sulla Terra.
Che questa meditazione possa invogliare tutti noi a vivere fedelmente La consacrazione a Maria.
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I cavalieri di Maria santissima (una meditazione che in realtà è una domanda)
Carissimo fra Pietro…mi ha colpito molto profondamente una tua frase, che mi hai scritto:
"Avanti con fiducia e spirito di servizio cavalleresco nei confronti della Celeste Regina."
Ti scrivo per chiederti di aiutarmi, se puoi, ad approfondire bene la devozione cavalleresca nei confronti della Santissima Vergine, perché non solo mi affascina, ma la consacrazione ha prodotto dei frutti spirituali talmente nuovi, che mi orienta verso un modo tutto nuovo di amare la Santissima Madre che spesso mi spiazza. Non ho mai provato una devozione così potente e tanto presente in vita mia; anzi dico che la mia stessa vita sta cambiando mossa da questo amore travolgente. Non sono bravo ad esprimermi con le parole, ma ci provo:
sento che è nato un amore fortissimo che procede certamente dall'interno del mio cuore verso la Madonna. Sento proprio il cuore che palpita e sospira continuamente per lei, come se fosse, attratto, "aspirato" con potenza, verso di lei, con irresistibile forza.
Mi spiego meglio, il mio primo pensiero della mattina appena alzato è verso di lei, come l'ultimo pensiero della giornata. Anche se la mia attenzione non manca di concentrarsi sulla Santissima Trinità prima di dedicarsi tutta a lei, come se fosse disciplinatamente, indirizzata ad adorare innanzitutto Dio, che ne merita certamente il primato.
La forza di questa nuova devozione sembra una "idea fissa" fortissima, travolgente, persistente.
E siccome le chiedo, nella preghiera, di destarmi se una faccenda mi distraesse troppo dal pensarla, durante la giornata, sembra che lo faccia puntualmente, e molto efficacemente, richiamandomi con una forza tale, che spesso mi ritrovo rattristato, per aver passato troppo tempo lontano da Lei senza che le avessi dedicato tutta la mia attenzione.
Sembrò matto...o forse mi entusiasmo troppo!? Ma così è! Certe volte ho talmente paura di perderla, da avere una crisi di panico. Forse sto impazzendo?
Il bello che io Le ho chiesto di impazzire d'amore per Lei! E pensare che prima della consacrazione mi sentivo colpevole di amarla tiepidamente solo con la mente. Ora sembro proprio uno che si è fissato!
Spero che non sia proprio così..., credo lucidamente, però di essermi proprio innamorato della Santissima Madre.
Inoltre, questo nuovo amore mi conduce ad amare la Santissima Trinità, in modo più profondo, e così anche la mia famiglia, mia moglie e mia figlia. Non so com'è è accaduto, ma è tutto così nuovo, e in progressione che mi sento…"stranamente travolto".
Ecco, ritornando sull'argomento per cui ti scrivo, il tema dell'amore cavalleresco verso la Celeste Regina mi appassiona.
Ricordando i miei studi liceali, nell'amore cavalleresco, il cavaliere provava, per la sua Dama, un amore talmente totale da consegnarle tutta la sua persona, e la propria volontà, come se fosse uno schiavo.
Il Cavaliere si sottometteva completamente per amore alla sua Dama, obbedendo ciecamente, sempre alla sua volontà, le presentava il suo omaggio e restava, sempre in umile adorazione di fronte a lei.
Mentre la Dama disponeva verso di lui ogni libertà di potere, il cavaliere, rimaneva invece, sempre pronto a compiere ogni suo desiderio, disinteressatamente.
Nell’amor cortese, l'idea della donna, la Dama, era un essere sublime, irraggiungibile e quasi divino, mentre il cavaliere si umiliava, di fronte alla sua Dama, la sua Signora, la Domina sua, fino ad essere considerato quasi un suo "oggetto".
Questo, amore puro che legava insieme i cuori dei due amanti con ogni sentimento di gioia, consisteva in una sorte di contemplazione della mente fusa dentro l’affetto del cuore, affinché si mantenesse tutto puro ed eterno.
Questo genere di amore, anche se corrisposto dalla Dama, non è alla "pari",
essendo il cavaliere sottomesso alla sua Dama in modo disinteressato e gratuito.
La Dama, per il cavaliere, però non era solamente una semplice figura amorosa,
romantica, a cui dedicava imprese impossibili per conquistarne l’amore,
ma incarnava un simbolo, un ideale da servire, addirittura con voti da mantenere.
Il pensiero rivolto alla donna amata è per il cavaliere anche la via per ricercare la propria realizzazione.
Pensavo, prima di consacrarmi che, la devozione cavalleresca verso la Santissima Madre fosse un ideale semplicemente "riverente" ma mai veramente messo in pratica.
Ma, quando ho scoperto che San Francesco d'Assisi, San Luigi Maria Grignion de Montfort, San Massimiliano Kolbe, si riferiscono ad un amore simile rivolto alla Santissima Vergine, Maria Santissima, Madre di Dio, sono rimasto sbalordito!!!
Racimolando qualche informazione, ho letto che, addirittura, San Bernardo scrisse la regola dell’ordine del Tempio come se fosse un cavaliere devoto alla sua Santissima Dama, la Vergine.
In sostanza, ho capito che, se l'obiettivo della ricerca della propria realizzazione è la santità, per conseguire la Salvezza, allora Maria Santissima, è la Dama da servire e amare, con tutto il cuore e la propria volontà, perché ci assicura una strada sicura per raggiungere la meta della nostra realizzazione, il Paradiso.
Incredibile!!! Che dire? È vero!!! È realizzabile! Cioè, si può amare così la Madonna? Sembra di sì!!!
Sono rimasto, semplicemente, spiazzato, affascinato, sorpreso!
D'altronde, i cavalieri monaci, cristiani medievali aspirando a compiere imprese leggendarie per servire la loro Dama, la Madonna, perseguivano lo scopo della loro vita, cioè l'obiettivo della Salvezza, mantenendo i voti che si erano proposti che erano anche quelli religiosi.
La loro Dama, la Domina, la Madonna, gli indicava la via sicura per non perdersi nelle vanità del mondo; infatti dedicandole la volontà e le opere, rimanevano concentrati su una condotta di vita, caratterizzata da imprese, le opere sante, per sperare di ottenere la Salvezza.
Servendo la sede della Sapienza, Maria Santissima, il cavaliere cristiano, con la propria forza, con il proprio coraggio, guidato dall’Amore verso la Domina che lo indirizza non più verso scopi terreni, ma a fini ultraterreni, viene trasformato in cavaliere spirituale.
Diventare "Cavalieri spirituali"!!!
Oggi non ci sono crociate, e non ci troviamo più nel Medioevo, eppure San Massimiliano Kolbe si sentiva ancora ai suoi tempi, un cavaliere spirituale di Maria Santissima. Ma lui era San Massimiliano Kolbe!
Eppure, più che mai questi sono "i tempi di Maria", che chiama all'adunata le sue schiere, e forse sono tornati i tempi per un crociata spirituale contro la "rivoluzione massonica".
La Donna, la sempre Vergine, la Corredentrice, veramente può essere, ancora oggi, quella "forza che spinge" il suo cavaliere a travalicare, eroicamente i suoi limiti umani per raggiungere, la sua realizzazione, che è amare per mezzo di Maria, la Santissima Trinità con tutte le sue forze.
Maria Santissima, sede della Sapienza, sposa dello Spirito Santo, ci può elevare attraverso la sua intercessione, ad uno stato spirituale più elevato da quello raggiungibile solamente con le uniche nostre misere forze spirituali che dipendono in potenza, unicamente dalla nostra fedeltà assidua ai santi sacramenti.
D'altronde la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, questo fa!
Infatti, penso che, se i consacrati al Cuore Immacolato di Maria sono totalmente di sua proprietà, significa che essi sono dentro il suo Cuore, ossia dimorano spiritualmente presso di Lei, che è il "Nuovo Paradiso terrestre"! Se Lei è il nuovo "Paradiso Terrestre", vuol dire che i consacrati che sono presso di Lei, stanno anche già presso Dio, che continua a passeggiare nell'Eden, la sua Maria Santissima!
Ma siamo ben coscienti di cosa ci offre la consacrazione alla Madonna?
La vicinanza stretta con Dio, fin da adesso, dentro il suo Cuore Immacolato, la consacrazione è un anticipo di Paradiso.
Allora, tutto è possibile!
Anche il "ritorno dei Cavalieri Spirituali di Maria"!!!
Se i consacrati di Maria sono già suoi servi, possono allora diventare suoi schiavi d'amore, come cavalieri spirituali, che combattono oggi, la crociata tutta spirituale dei tempi di Maria. Sarebbe meraviglioso!!!
Però, i cavalieri cristiani medievali, non erano sposati, e addirittura molti erano monaci, per cui i loro voti erano anche religiosi.
Ecco giunti al dilemma, io che non sono un religioso, sono sposato, padre di famiglia, posso aspirare su questa terra, ad una amore devotamente simile, senza cadere in contraddizione con il mio ministero sponsale?
I laici sposati, vincolati dalle promesse e dai doveri matrimoniali, di sposo e padre possono, ancora aspirare all'idea del cavaliere spirituale di Maria Santissima? E se sì in che modo?
Oppure già basta essere consacrati al Cuore Immacolato di Maria per esserlo?
Al solo pensiero mi sembra di "volare"
L'argomento merita di essere approfondito, anche perché, nel mio caso, la consacrazione, ha seminato sentimenti che assomigliano a questo tipo d'amore che per me era prima sconosciuto o addirittura inconcepibile.
L'amore cavalleresco per Maria Santissima, merita di essere riscoperto in tutte le sue sfumature, per essere riattualizzato per la nuova Crociata spirituale dei nostri tempi contro il modernismo massonico, e riproposto, proprio perché sembra del tutto misconosciuto alle nuove generazioni.
Parlare, di come deve essere questo amore cavalleresco nei confronti della Santissima Madre può aprire il cuore e la mente di molti, ancora oggi, perché si tratta di un amore tutto spirituale e ultraterreno, che merita di essere riproposto proprio perché i tempi lo esigono.
Carissimo fratello nella fede, ci sono migliaia di cuori feriti dall'inganno della nuova dottrina modernista post conciliare, che hanno perso, perché non conoscono più, tanti tesori spirituali della Chiesa.
Io ne sono un esempio di ignoranza lampante.
Analizzando la tragica situazione in cui ci troviamo, non si tratta più di rifondare la vera Tradizione, riparando ciò che è stato danneggiato, ma di instaurare da capo la Vera Fede "ex novo". Ciò che è rimasto sono, solo macerie non riutilizzabili.
Che i Sacri Cuori di Gesù, Giuseppe e Maria ti benedicano! Sempre nelle mie preghiere, se avrai bisogno che preghi al tuo fianco per qualche particolare intenzione, lo farò con impegno, anche senza conoscere necessariamente l'intenzione stessa, basta farmi sapere che ne hai bisogno. Un forte abbraccio

