Profilo BACHECA 647
Whenever someone asked a certain Zen master how he was, he would always answer, “I’m okay.” Finally one of his students said, “Roshi, how can you always be okay? Don’t you ever have a bad day?” The Zen master answered, “Sure I do, On bad days, I’m okay. On good days, I’m also okay.” This is equanimity.
— Pema Chödrön
Cappella degli Scrovegni.
Opera di Giotto__Padova
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Donna che non teme
La donna che non teme il giudizio degli altri è una creatura pericolosa. Pericolosamente schietta e diretta. Pericolosa perché da voce ai suoi pensieri e al suo cuore, anche andando contro i comuni pregiudizi. Pericolosa, perché parla la sua verità. Lei non ha paura, non si pone freni. Lei è potente perché sostiene i suoi valori senza cedere alla pressione del sociale. Lei è guidata dalla sua coscienza e dove non c’è paura c’è spazio per la creatività e per la passione. Dove non c’è paura c’è spazio per tutto il resto. Questa donna può essere considerata un outsider , da alcuni viene addirittura giudicata disadattata, ma in una società dove si cerca a tutti i costi di adattarsi abbiamo più che mai bisogno di disadattati.
Shivee Chauhan
| "...écrire un roman ou en vivre un, n'est pas du tout la même chose, quoi qu'on dise. Et pourtant notre vie n'est pas séparée de nos oeuvres" |
L'amore non se ne sta là, come fosse di pietra; esso ha bisogno di essere fatto ,come il pane, rifatto continuamente, e soprattutto fatto nuovo.
«Il testo di Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Check Point Charlie, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. Chiesi al tassista di aspettare qualche minuto. Mi sedetti su una panchina e mi accesi una sigaretta.
Poco dopo si fermò un altro taxi.
Ne discese Phil Collins che si sedette nella panchina accanto alla mia e anche lui si mise a fumare una sigaretta. In quei giorni a Berlino c'era un concerto dei Genesis, che erano un mio mito. Tanto che mi venne la tentazione di avvicinarmi a Collins per conoscerlo, per dirgli che anch'io ero un musicista.
Ma non volli spezzare la magia di quel momento. Rimanemmo mezz'ora in silenzio, ognuno per gli affari suoi.
In quella mezz'ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti, uno di Berlino Est, l'altro di Berlino Ovest che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura.» (Lucio Dalla)






