Profilo BACHECA 6022
Il fatto che tu faccia la cosa giusta non significa che tu riceva la stessa cosa, ma quella sensazione di tranquillità e calma che provi, vale tutto, ed è questo l'importante...
Si fermò sulla riva, lasciando che il mare le accarezzasse la stanchezza.
Il tempo si mise in pausa, i pensieri tacquero.
In lontananza, il faro continuava a ruotare la sua luce, fedele.
Non per indicare una strada, ma per ricordarle che qualcosa resta sempre acceso.
A volte non serve sapere dove andare.
Basta restare. Ascoltare.
Lasciare che sia il cuore a farsi bussola.
Ho una certa età
ma quella voglia di fare
il contrario di quello
che mi dicono
non mi è mai passata.
TUTTO DI LEI
La vidi per la prima volta in pizzo,
come un’idea fragile,
un'immagine nuda che prometteva e ritraeva.
Nei mesi seguenti la scoprii in pantaloni
e maglietta, la concretezza del suo corpo
mentre camminava tra la gente
o dentro ad un laboratorio;
fu li che iniziai a leggere ogni sfumatura.
Non solo l’abito diceva,
ma il modo in cui la mano
cercava una tazzina di caffè sul tavolo,
il respiro fermo davanti ad una parola.
Capivo il carattere nelle pause,
i silenzi come maschere,
i temporali nascosti nel pensiero,
i gesti rapidi e le risposte secche
tradivano la timidezza.
Il cuore lo sentivo come una stanza
con luci soffuse,
un orologio che batte forte,
o si ferma.
La amavo per la morbidezza del corpo
per le sporgenze dure del carattere,
... per la grazia che sapeva dare
e perdere in un sol gesto.
Amavo le spine, erano ciò che le dava nome, pungono non per crudeltà, ma per difesa.
Più la conoscevo, piu la spiegavo...
la custodivo,
come uno tiene un pezzo di cielo
nella mano e il fil di ferro nel cuore.
Ci siamo conosciuti troppo in fretta,
io cercando di capire, lei, forse,
cercando qualcuno che vedesse le sue ombre.
Imparai ad amarne ogni contraddizione,
perché era riconoscere
che anche se nuda, il pizzo è caduto,
il profumo del suo corpo...
lo avuto dalle sue parole.
Mare al mattino, cielo senza nubi
d’un viola splendido, riva gialla; tutto
grande e bello, fulgido nella luce.
Mi fermerò qui”.
Se non è il mare, è la sua immagine,
la sua figura, rovesciata, nel cielo.
Se non è il mare, è la sua voce
sottile,
attraverso il vasto mondo,
amplificata dal vento.
Se non è il mare, è il suo nome
in una lingua senza labbra,
senza luogo,
senza altra parola che questa:
mare.
Se non è il mare, è la sua idea
di fuoco, impenetrabile, pura;
e io,
ardente, affogo in lei.
Non cercavo di farmi del male. Cercavo amore nel posto sbagliato con una precisione che assomigliava alla vocazione.







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