I “Dove ci siamo già visti” oppure i “Ma quanto sei carina”, ma anche i “Sei bellissima”, “Ti andrebbe magari un caffè”, recuperati per strada o al supermercato, oppure sui social, tanti da poter riempire una borsa della spesa, o un cesto in un frutteto dagli alberi colmi, li trovavo ormai stucchevoli e non so se capitasse solo a me.
Sapevo di non essere così stratosfericamente figa da meritarli, anche se potevo sbagliare. So per certo che la perversa deriva a fronte di quella noia, sempre più ricorrente da farsi quasi ossessione, era la fantasia di un uomo mai visto prima, spuntato dal nulla, magari con il volto coperto e di poche parole, al suo modo minaccioso e affascinate, che mi facesse sua senza misericordia, che mi bevesse tutta di un sorso, con ingordigia, senza ubriacarsi, ma lasciandomi ebbra e sconvolta nel profondo dei sensi
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