Chi mi guarda con mano sporca,
chi mi pensa con lingua storta,
chi mi vuole piegare o spezzare
senza sapere cosa sta per chiamare.
Tre passi farà nella mia ombra,
quattro notti senza risposta,
ciò che manda torni indietro
non per rabbia, ma per vero.
Io non lego, io non ferisco,
io ricordo ciò che è stato visto.
Ma la ruota non sbaglia il giro,
e il ritorno segue il respiro.
Chi scava fosse per il mio cammino
ci dormirà, piano e vicino.
Chi lancia spine nel mio nome
le raccoglie, una per una,
come punizione.
Così sia detto, così resti:
io sto in piedi, tu ti arresti.
Non per mano mia, né per volere,
ma per legge antica del sapere.
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