Quando ascoltavo questa canzone da giovane fantasticavo su quello che sarei stato in un futuro apparentemente lontano, mi sentivo un Bufalo Bill suonatore di chitarre , pensavo a come sarebbe stata la mia California, che non avrebbe avuto niente a che fare con la musica, ma consapevole che la sete d'avventura e l'amore per quei miliardi di note avrebbero condizionato tutto il...viaggio ...nonostante le tappe forzate, le scudisciate del karma (mah) che non mancano a nessuno, e che comunque adesso mi ritrovo quasi, o almeno credo, in uno dei sette raggi, magari il primo, non ancora al terzo 🤓, un po' più ironico, disincantato e consapevole che nella vita c'è molto spazio per la fantasia ma anche per la razionalità, magari l'aereo dei ricordi che passa per la Napoli di quei luoghi, di quegli incontri, ha lasciato una scia di scintille, con molte domande rimaste senza risposta, perché spesso, nella vita reale, di domande te ne puoi permettere ben poche, prima che quache onda anomala ti travolga.
Che bello però quel tappeto di note e che bello anche quel principio di tristezza in fondo all'anima, perché, è ovvio, il trinomio😄 ricordo-nostalgia-tristezza è il mix ideale per continuare ad amarla, la musica.
Questa canzone a mio avviso è una delle più belle canzoni mai scritte
Atlantide è in ognuno di noi.