Herman Hesse diceva che ognuno di noi si ritiene una persona eccezionale, mentre è solo un comune esemplare, e vede in sè, nel proprio destino, il centro del mondo. Però diceva anche che la nostra patria non è Il paese natio ma ciò che siamo riusciti a costruire in esso, il lavoro che abbiamo, la nostra famiglia e ciò che abbiamo seminato e raccolto nel corso della vita. La nostra patria, cioè, è la nostra dignità. Ma anche l'umiltà di essere qualcuno e non apparire qualcosa. La virtù, diceva Cicerone, più dell'eloquenza.
beh, stiamo messi maluccio, la patria di oggi sono solo i soldi o il potere , la virtù e l'eloquenza stanno seminate a casaccio in modo disordinato tra i comitati elettorati e social network , dove non esiste freno alla fantasia, alla promessa disattesa, al falso perbenismo e alla ciucciaggine assoluta.
E probabilmente io sono i prima fila.
