Profilo BACHECA 203
Ho un debole per quelle persone
che sanno di essere fortunate.
Che ne hanno passate
di tutti i colori.
E perciò vivono colorate.
Che non hanno bisogno
di nascondere gli altri
per sentirsi giganti.
Che tutti portiamo dentro
nascosto da qualche parte
un dolore che non passa mai.
Qualcosa che ci ha cambiati per sempre.
Ma non per questo ci sentiamo più grandi.
Ma non per questo ci sentiamo migliori.
Ho un debole per quelle persone.
Che spente le luci, rimangono accese.
Che chiuso un amore, rimangono vive.
Che sciolto il trucco, rimangono vere.
Ho un debole per le persone
attente a toccare.
Che una carezza quando incontra un livido
si fa ricordo.
Ho un debole per quelle persone
che hanno lottato.
E in silenzio hanno vinto.
Che dal giorno in cui sono uscite
dal loro buio
soffrono di felicità ossessiva compulsiva.
Che non hanno mai rinunciato
alla loro dolcezza.
Che non si sono piegate alla rabbia
quando la rabbia era l’unico modo
per farsi ascoltare.
Ho un debole per quelle persone
che sanno che insistere
significa violentare.
Che rispettano un “no, grazie”
senza aggiungere altro.
Che dev’esserci un motivo
per entrare nella vita di una persona.
E quel motivo dev’essere chiaro.
Sempre.
Che essere gentili
non vuol dire essere stupidi.
Che conoscono il peso delle parole
e non te le scagliano contro
per difendersi.
Che rispettano la solitudine.
Perché sanno che una persona
custodisce lì, tutto ciò che non si può raccontare.
Tutto ciò che non vuol essere trovato.
Ho un debole per quelle persone
che quando camminano per strada
e incrociano il tuo sguardo
per un istante sorridono.
Le adoro.
Mi mandano letteralmente
fuori di cuore.
Andrew Faber
Mi dichiaro colpevole di fidarmi dell’altro
di sognare a voce alta
di cercare la poesia.
Mi dichiaro colpevole
di dire quello che sento
di scommettere sul sentire
di credere nel detto.
Mi dichiaro colpevole
di sentire che è possibile
piangere un’assenza
un incontro.
Mi dichiaro colpevole
di vivere un altro tempo
di fidarmi di un gesto
di insistere per la verità.
Mi dichiaro colpevole
sì, mi dichiaro colpevole.
Non me ne pento.
Araceli Mariel Arreche
Vedrai, un giorno verrò a prenderti
E ti porterò dove si respira la felicità,
dove le anime si sfiorano con un bacio
E non hanno bisogno di parole
Ti porterò dove i cuori ignorano la ragione
e si amano follemente senza alcun limite
E tracceremo insieme nuovi orizzonti
Con il sole alto che splenderà su di noi
Dentro un cielo più limpido, più sereno
Dimenticando tutte le paure
Per vedere insieme le prime luci dell'alba
E disegnare con i colori dell'anima
una nuova vita tutta per noi...
Ernesto Andolina
“Se si tratta di te, io sono felice”: una poesia di Carlos Ruiz Zafòn
E’ la tua voce che mi tranquillizza.
E’ il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi,
quel nomignolo che mi riservi.
E’ il fatto di immaginarti perché non posso vederti.
E’ dovermi figurare la smorfia della tua bocca.
E’ che sei tu.
E quando si tratta di te, io non lo so che mi succede.
Per quanto cerco di trattenermi, se si tratta di te, io sono felice.
“Vivere fuori dalla massa,
esprimere sempre se stessi,
senza curarsi del giudizio degli altri.
Conoscere i propri limiti,
cercare di superarli.
Vivere con leggerenza e responsabilità,
senza mai appesantire la vita di nessuno.
Esprimere la propria unicità,
riuscendo ad essere un regalo per se stessi
e per chi dimostra di meritarci.
Saper stare bene da soli
e stare con gli altri per scelta,
mai per paura della solitudine.
È questo il modo più semplice
ed efficace per vivere,
per essere autentici, sinceri, veri.
(Agostino Degas)








