Mi aprivo a lui con tutti e cinque i sensi. me lo godevo con gli occhi.
Lo annusavo. Pendevo dalle sue labbra. Lui non la smetteva mai di parlare, e io amavo le sue parole che rinfocolavano il mio desiderio.
Le poesie che conosceva a memoria si fondevano con le parole del suo piacere, con i suoi richiami. Rallentava il ritmo dei miei movimenti quando stavo per venire. "E' una tortura", protestavo. Più tardi ho capito, ho imparato anch'io a non assecondare in fretta l'ultimo spasmo, quello che mi lascia senza fiato ...
(Salwa Al-Neimi)
Egon Schiele, L'abbraccio, 1917
