Profilo BACHECA 14369
l’organo su cui studiò Wolfgang Amadeus Mozart, quando soggiornò a Bologna (Mozart, nel 1770 aveva 14 anni ed era impegnato, sotto la guida del padre, in un viaggio in Italia.
L'affresco, opera di Guido Reni (1575-1642), si trova nel catino absidale della sesta cappella a destra (cappella di San Domenico)
Opera del 1662 del Guercino (Giovanni Francesco Barbieri; Cento, 1591 - Bologna, 1666). . Dipinta in una fase molto avanzata della sua carriera, quando aveva già superato i sessant’anni di età ma era ancora in grado di creare opere di grande pregio. L’opera è in linea con la committenza domenicana dell’artista e celebra san Tommaso d’Aquino, uno dei santi più importanti dell'ordine .
Il Matrimonio mistico di santa Caterina di Alessandria è un dipinto a olio su tavola di Filippino Lippi, datato al 1501 e conservato nella basilica di San Domenico a Bologna.
Il Crocifisso della basilica di San Domenico di Bologna è l'opera più famosa di Giunta Pisano ed un'opera chiave della pittura duecentesca ...
A Bologna ci sono tre sculture di Michelangelo, ma ben pochi lo sanno: si trovano da 500 anni in San Domenico.
Le tre opere risalgono al soggiorno di Michelangelo in città, tra l'ottobre 1494 e il settembre 1495, quando all'artista fu chiesto di completare il sarcofago di San Domenico che Niccolo dell'Arca morendo lasciò a metà. Nacquero tre piccole gemme: un angelo reggicandela che spicca sul lato destro del sarcofago, un San Petronio che ricorda lo stesso santo scolpito da Jacopo della Quercia sul portale della cattedrale e un San Procolo con una vitalità incredibilmente familiare al David.
San Petronio di Michelangelo, 2494-95 ha in mano la città di Bologna.
San Procolo Michelngelo 1494-95
Angelo reggicandela Michelangelo 1494-95
Angelo reggicandela Nicolò dell'Arca 1469-73
L'arca di san Domenico è il monumento sepolcrale realizzato per Domenico di Guzmán (morto a Bologna il 6 agosto 1221). Si trova nella basilica di San Domenico di Bologna, più precisamente nella cappella di San Domenico, aperta sulla navata destra della basilica. L'aspetto attuale è il frutto di diversi interventi effettuati tra il XIII e il XVIII secolo. È una delle più importanti opere d'arte della città anche per testimonianze lasciate da Nicola Pisano, fra' Guglielmo e Arnolfo di Cambio, Niccolò dell'Arca, Michelangelo e Alfonso Lombardi.
La Basilica di san Domenico è una delle chiese bolognesi più ricche di storia d'arte. Patriarca fondatore dei Frati Predicatori (o Domenicani), lo spagnolo san Domenico di Guzman arriva a Bologna intorno al 1200 dove acquisisce la chiesa e la canonica di San Nicolò delle Vigne, zona in cui oggi sorge la basilica a lui dedicata. Dopo la morte del santo, avvenuta nel 1221, saranno gli stessi frati del suo ordine a voler dare vita ad una chiesa più grande in cui poter conservare le sue spoglie, ancora oggi presenti nell'incantevole cappella di san Domenico all'interno di un arca marmorea.













