Profilo BACHECA 14369
Nel 1854-57, il conte Giacinto Sannazzaro Natta fece restaurare in stile neogotico (e neorinascimentale) il grande salone d’ingresso, lo scalone principale, la sala da ballo e le principali camere da letto. Fu in quell’occasione che lavorarono per Giarole alcuni valenti artisti e pittori piemontesi come Paolo Emilio Morgari e Andrea Gastaldi. Un altro pittore di valore, un giovane della famiglia Grosso (stirpe di pittori piemontesi dell’Ottocento), morì cadendo mentre affrescava il gruppo centrale della sala da ballo. Si dice che il suo fantasma vaghi ancora nelle sale del castello e forse è proprio lui che a dispetto dei suoi proprietari, amici ed ospiti accende le luci negli angoli più impensati, e non solo… (attenti alla torre!).
Castello Sannazzaro Giarole
La costruzione del Castello venne ideata sulla base di un diploma dato dall’Imperatore Federico Barbarossa a Pavia il 4 dicembre del 1163 a Guido, Burgundio, Assalito e Raineri, cavalieri di Sannazzaro in cui, tra gli altri privilegi, li autorizzava a costruire un castello dovunque volessero nei loro possedimenti (ubicumque voluerint in possessionibus eorum).
Il primo documento in cui il castello appare essere completato e già pienamente funzionante è del 1277. In tale documento il castello è già dotato di fossato, ponte levatoio, torre d’ingresso, un ricetto e una zona a sud est abitata dai figli del magnifico Corradino di Sannazzaro probabile costruttore del castello. Modificato più volte in varie epoche venne trasformato in residenza di campagna nel XVIII secolo con la ristrutturazione dell’ala sud prospiciente il paese, mentre nel 1854-57 venne ridecorata e restaurata secondo il gusto neogotico allora imperante l’ala occidentale e settentrionale con importanti risultati scenografici e decorativi.
Caso estremamente raro in Italia è sempre stato di proprietà dei Sannazzaro che tuttora vi abitano.
Casale Monferrato : la Sinagoga fu edificata nel 1595 subendo, nei secoli, ampliamenti e ristrutturazioni: oggi si presenta nel suo splendore barocco rococò piemontese (1700-1800) valorizzato da un accurato restauro. Esternamente non presenta alcun interesse artistico: fino allo Statuto Albertino infatti era vietato agli ebrei edificare decorazioni di facciata per il Tempio; ma non appena il visitatore varca la soglia non può che rimanere incantato dalla ricchezza di ori, stucchi, iscrizioni in ebraico a testimoniare i secoli di vita della comunità di Casale Monferrato.
Il matroneo ospita il Museo degli Argenti, uno dei musei d'arte e storia ebraica più interessanti d'Europa: numerosi argenti, tessuti, oggetti di culto consentono al visitatore di cogliere lo spirito e l'integrazione della cultura ebraica. Lo affianca il Museo dei Lumi, con candelabri di arte contemporanea.