Ospedale del Ceppo Pistoia
Secondo la leggenda, il nome deriva da un ceppo miracolosamente fiorito durante l'inverno, che secondo le indicazioni date da un'apparizione della Madonna, avrebbe mostrato il luogo in cui fondare l'ospedale ai pii coniugi Antimo e Bendinella. In alternativa si è pensato ad una derivazione del nome dal "ceppo" di castagno cavo utilizzato per la raccolta delle offerte.
È stato l'ospedale cittadino fino al 21 luglio 2013, quando è stato sostituito dal nuovo Ospedale San Jacopo, posto nella zona sud della città.
Fu fondato secondo la tradizione nel 1277 dalla "compagnia di Santa Maria" o "del Ceppo dei poveri", come risulta da documenti datati a partire dal 1286
Già nel 1345 erano iniziati i lavori per l'edificazione di nuovi chiostro, oratorio e domus, o corsia per le donne.
L'Ospedale del Ceppo divenne l'ente ospedaliero prioritario della città durante l'epidemia di peste nera che colpì Pistoia nel 1348, per motivi ancora da chiarire dagli storici. Durante questo periodo molti dei ricoverati lasciarono per testamento i loro beni all'Ospedale, il quale si ritrovò al termine dell'epidemia un vasto patrimonio immobiliare,Nel 1784 il granduca Pietro Leopoldo di Lorena aggregò i due ospedali del Ceppo e di San Gregorio nel nuovo ente degli "Spedali Riuniti di Pistoia", restituendo ai pistoiesi l'ufficio di "spedalingo".
Descrizione dell’opera: Tra le opere d’arte più note ed ammirate della città di Pistoia c’ è senza dubbio il fregio robbiano in terracotta invetriata dell’Ospedale del Ceppo. La narrazione, caratterizzata da una mirabile espressività e plasticità figurativa, si sviluppa attraverso riquadri collocati lungo le pareti ovest e sud del loggiato; il tema trattato è quello delle Sette opere di misericordia. Le fonti riportano Benedetto Buglioni come l’autore iniziale di alcune delle decorazioni, si attribuisce a lui la lunetta sopra al portale laterale al loggiato ed il medaglione con lo stemma del Ceppo (1515). Fu
solo dopo la sua morte che Giovanni della Robbia eseguì i cinque medaglioni incorniciati da ghirlande di fiori e frutti (1525) e le splendide formelle con le opere di misericordia. Il primo dei sette riquadri è collocato sul lato ovest (vestire gli ignudi e assistere le vedove e gli orfani), gli altri si trovano
tutti sulla facciata (dare alloggio ai pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti, dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati). L’ultimo riquadro è opera di Filippo di Lorenzo Paladini. Le formelle sono separate da espressive figure di Virtù.


L'altare argenteo di San Jacopo attualmente conservato nella cappella detta del Crocifisso o del Giudizio della