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Il cigno è candido, sanza alcuna macchia e dolcemente canta nel morire; il qual canto termina la vita.
(Leonardo da Vinci)
Il chiostro, circondato in parte da colonnine, era il centro della vita monastica, nonché il luogo di raccordo dei vari ambienti del complesso, come il refettorio – in cui troviamo tracce di un dipinto raffigurante “L’ultima cena” – o la sala capitolare, a cui è possibile accedere ancora oggi nel corso delle visite guidate all’Abbazia di Staffarda.
Nel 1750, con una bolla del papa Benedetto XIV, l'abbazia, che era ormai da secoli eretta in commenda (quindi priva di una propria vita monastica: tra gli abati commendatari ci fu anche il cardinal Maurizio di Savoia), venne affidata all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, creato dai duchi di Savoia.
Su questo territorio il 31 luglio 1690 si svolse la sanguinosa battaglia di Staffarda, tra i piemontesi di Vittorio Amedeo II di Savoia e i francesi del generale Catinat, con danni ingenti alle strutture architettoniche dell'abbazia, in particolare il chiostro e il refettorio.
L’Abbazia di Santa Maria di Staffarda a Revello, in provincia di Cuneo, è uno dei monasteri medievali più affascinanti e importanti del Piemonte. La sua fondazione risale al periodo compreso tra il 1122 e il 1138. È in quest’epoca che, nella pace della pianura che affaccia sul Monviso, nasce il nucleo originario dell’Abbazia sul territorio dell’antico Marchesato di Saluzzo.
I monaci dell’Abbazia, fedeli alla regola cistercense che pone il lavoro manuale al centro della vita spirituale, si applicano per valorizzare il territorio con elaborate opere di bonifica che donano al Marchesato nuovi terreni fertili da coltivare. Nel giro di pochi anni Staffarda diventa un importante centro religioso e agricolo, crocevia delle campagne circostanti come luogo di preghiera e scambio dei prodotti della terra.
Il monastero diventa il cuore della comunità saluzzese, per poi perdere la sua centralità strategica a partire dal XIII secolo. Nel 1690 le truppe francesi, guidate dal generale Catinat, invadono l’Abbazia nel corso della battaglia di Staffarda, distruggendo l’archivio, la biblioteca e parti del chiostro e del refettorio. Con bolla pontificia emessa da Papa Benedetto XIV nel 1750, Staffarda entra a far parte del patrimonio dell’Ordine Mauriziano di Torino che custodisce ancora oggi il suo fascino fuori dal tempo.
L'abbazia di Santa Maria di Staffarda è uno dei grandi monumenti medioevali del Piemonte; conservata in gran parte nella sua integrità del momento di massima espansione, si trova a Staffarda di Revello, in provincia di Cuneo.



















































































