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trillyina 20 febbraio

 

Dopo il restauro del quadrante astronomico e dell’armilla equinoziale (strumenti incastonati nella facciata di S.M. Novella), col lavoro appena completato, sono stati rimessi in funzione tutti e tre gli strumenti astronomici ideati da Fra’ Egnazio Danti fra il 1572 ed il 1575.

L’attività fiorentina del Danti si svolse in tredici anni (dal 1562 al 1575), durante i quali si occupò della produzione di tavole geografiche (sono sue 30 delle 53 carte della “Sala delle Carte Geografiche” in Palazzo Vecchio) e della costruzione di grandiosi strumenti astronomici.

 

Anche grazie a questi studi, papa Gregorio XIII con la bolla del 24 febbraio 1582 approvò la correzione del calendario giuliano ed ordinò che il 5 ottobre di quell’anno divenisse il 15, cancellando così i dieci giorni che si erano accumulati nei secoli passati.

Per dissapori col successore di Cosimo I, il granduca Francesco I, lo scienziato fu espulso da Firenze nell’ottobre 1575 e per questo non riuscì a completare la realizzazione delle meridiane iniziate in S.M. Novella dove mancavano da installare le linee meridiane permanenti associate ai fori stenopeici (o gnomoni) da lui realizzati.

Dopo 441 anni, grazie a studi approfonditi ed alla collaborazione tra Opera per Santa Maria Novella, Museo Galileo e Istituto Geografico Militare sono state finalmente completate le due meridiane progettate dal Danti.

 

 

Cosmografo del granduca Cosimo I dei Medici, Egnazio Danti progettò le due meridiane ancor oggi presenti in Santa Maria Novella col fine di approfondire i suoi studi astronomici e soprattutto per supportare in modo scientifico la teoria secondo la quale l’antico calendario giuliano aveva portato, nel 1575, ad un disallineamento di 10 giorni rispetto alla realtà, falsando la data liturgicamente esatta della Pasqua e delle annesse feste mobili.

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trillyina 19 febbraio

 

l'Annunciazione alla Vergine Maria di Neri di Bicci. 

Neri di Bicci è stato un prolifico pittore fiorentino attivo durante il primo Rinascimento.

 

 

 

Annunciazione dipinta da Santi di Tito nel 1592. Santi di Tito è noto per uno stile manierista che tende al realismo e alla chiarezza devozionale, discostandosi dalle forme più stravaganti del primo Manierismo.

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trillyina 19 febbraio

 

 

Nella controfacciata è interessante la lunetta del portale centrale, con una Natività, affresco staccato della cerchia di Sandro Botticelli. In quella del portale di sinistra si trova un'Annunciazione su tela, l'ultima opera di Santi di Tito. In quella di destra infine si trova un affresco trecentesco di autore ignoto, con un'Annunciazione che sormonta la Natività, Adorazione dei Magi e Battesimo di Cristo.

 

 

 

 

 

 

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trillyina 19 febbraio

 

 

 

 

 

 

 

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trillyina 19 febbraio

 

Buona giornata❤️

 

La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti" (John Lennon).

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trillyina 19 febbraio

 

 

Il pulpito venne commissionato dalla famiglia Rucellai, disegnato da Filippo Brunelleschi, eseguito da Giovanni di Pietro del Ticcia e scolpito sui quattro pannelli a bassorilievo dal figlio adottivo del Brunelleschi, Andrea Cavalcanti detto "il Buggiano". Il tutto fu realizzato tra il 1443 e il 1448.

 

 

 

 

quattro pannelli decorati a bassorilievo raffigurano Storie di Maria, precisamente l'Annunciazione, l'Adorazione del Bambino, la Presentazione al Tempio e l'Assunzione della Madonna. I bassorilievi furono lumeggiati d'oro solo nel XVIII secolo.

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trillyina 18 febbraio

 

 

 

Lo stato di conservazione dell'opera mostra ampiamente i segni dell'usura derivanti dal tempo e, ancor più, dalle varie e curiose vicissitudini seguite nel corso della storia. L'opera infatti si è fortunatamente conservata sino a noi grazie a Giorgio Vasari. Egli, incaricato di smontare il tramezzo, nelle vicinanze del quale l'opera era collocata (per ragioni legate alla Controriforma), non trovando altro luogo dove conservarla all'interno della chiesa (poiché ne riconosceva l'immenso valore storico artistico), decise di nasconderla dietro ad un nuovo altare. In questo modo quest'opera si è preservata quasi intatta. L'altare soprastante era sormontato da una grande pala dedicata alla Vergine del Rosario realizzato, per la famiglia Capponi dallo stesso Vasari.

 

 

 

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trillyina 18 febbraio

 

La Santissima Trinità, con la Vergine Maria, San Giovanni e i donatori è un affresco di Masaccio, conservato nella terza campata della navata sinistra della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze, databile tra il 1425 e il 1427. Misura 317x667 cm ed è universalmente ritenuta una delle opere fondamentali per la nascita del Rinascimento italiano nella storia dell'arte. In essa si trovano tutti i principali contenuti della cultura umanistica e si ha una perfetta sintesi tra pittura, scultura e architettura. Si tratta dell'ultima opera conosciuta dell'artista, morto a soli ventisei anni (1428).

 

 

 

 

 

 

 

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trillyina 18 febbraio

 

 

 

 

 

 

 

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