Duomo di Gorizia, il cui nome ufficiale è Cattedrale metropolitana dei Santi Ilario e Taziano Martiri

Nei primi secoli della sua storia, dopo il 1001, almeno dal punto di vista religioso, Gorizia dipendeva dalla pieve di Salcano, allora Castrum Syliganum, oggi Solkan, sobborgo di Nova Gorica in Slovenia. Questo villaggio era probabilmente erede di una postazione romana, usata poi lungo tutto il Medioevo; a sua volta la pieve faceva capo al Patriarcato di Aquileia. Con l'aumento delle prerogative di Gorizia, che da “villa” com'era citata nel 1001, otteneva il diritto di tenere un mercato settimanale nel 1210 e poi i diritti cittadini nel 1307, si accrebbe anche l'importanza ecclesiastica dell'insediamento. Dal XIII secolo Salcano aveva un vicario che si occupava di Gorizia, nel 1398 fu eretta vicino al castello la chiesa di Santo Spirito, nel ‘400 si cominciò a parlare di una plebs de Salcan alias Goricia, nel 1455 fu istituita la parrocchia dei Santi Ilario e Taziano, per arrivare alla fine del secolo, quando i documenti riportano plebs de Goritia. Si poneva a questo punto il problema di una sede degna di tutte queste cariche: si scelse un terreno a sud dell'odierna piazza Cavour, che allora si chiamava del Comune, il quale si affacciava appunto su questa piazza, ed ospitava anche il già citato mercato settimanale. Su tale terreno – già di proprietà ecclesiastica – non sorse, a dire il vero, un solo edificio, ma, secondo la definizione di Sergio Tavano, “ una vera costellazione di edifici di culto”. Di questi, il principale era quello dedicato a Sant'Ilario, secondo vescovo d'Aquileia e martire. Di tale edificio non molto si sa, eccetto che doveva trovarsi là dov'è l'odierno presbiterio, che esisteva già nel 1314 e che nel 1342 il patriarca Bertrando concedeva ad Alberto II conte di Gorizia di costruirci un altare. A fianco di questa chiesa sorse nel 1365 una cappella dedicata a Sant'Anna, di cui si conserva poco perché fu in parte abbattuta nel 1866 per far posto a una strada.Nei primi secoli della sua storia, dopo il 1001, almeno dal punto di vista religioso, Gorizia dipendeva dalla pieve di Salcano, allora Castrum Syliganum, oggi Solkan, sobborgo di Nova Gorica in Slovenia. Questo villaggio era probabilmente erede di una postazione romana, usata poi lungo tutto il Medioevo; a sua volta la pieve faceva capo al Patriarcato di Aquileia. Con l'aumento delle prerogative di Gorizia, che da “villa” com'era citata nel 1001, otteneva il diritto di tenere un mercato settimanale nel 1210 e poi i diritti cittadini nel 1307, si accrebbe anche l'importanza ecclesiastica dell'insediamento. Dal XIII secolo Salcano aveva un vicario che si occupava di Gorizia, nel 1398 fu eretta vicino al castello la chiesa di Santo Spirito, nel ‘400 si cominciò a parlare di una plebs de Salcan alias Goricia, nel 1455 fu istituita la parrocchia dei Santi Ilario e Taziano, per arrivare alla fine del secolo, quando i documenti riportano plebs de Goritia. Si poneva a questo punto il problema di una sede degna di tutte queste cariche: si scelse un terreno a sud dell'odierna piazza Cavour, che allora si chiamava del Comune, il quale si affacciava appunto su questa piazza, ed ospitava anche il già citato mercato settimanale. Su tale terreno – già di proprietà ecclesiastica – non sorse, a dire il vero, un solo edificio, ma, secondo la definizione di Sergio Tavano, “ una vera costellazione di edifici di culto”. Di questi, il principale era quello dedicato a Sant'Ilario, secondo vescovo d'Aquileia e martire. Di tale edificio non molto si sa, eccetto che doveva trovarsi là dov'è l'odierno presbiterio, che esisteva già nel 1314 e che nel 1342 il patriarca Bertrando concedeva ad Alberto II conte di Gorizia di costruirci un altare. A fianco di questa chiesa sorse nel 1365 una cappella dedicata a Sant'Anna, di cui si conserva poco perché fu in parte abbattuta nel 1866 per far posto a una strada.
