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La parte superiore del sarcofago di Butehamon
Il sarcofago di Butehamon presenta nella parte superiore un collare wsekh sui cui lati c’è la testa di falco e di Horus; ha le braccia incrociate sul petto, con le mani chiuse a pugno, elemento tipico per definire il fatto che questo è un sarcofago di un uomo e non di una donna. Vedremo poi che le donne presentavano i sarcofagi con due mani distese. E poi al centro vi è un elemento importantissimo: la solarizzazione, il culto del dio Sole. C’è il simbolo dell’orizzonte con il disco solare sopra, e sotto vediamo il dio nella sua forma mattutina, nella sua forma di scarabeo khepri che spinge il disco solare. E poi la dea del cielo Nut che divide quasi in due il sarcofago.
all’epoca di Ramses XI”. Butehamon. è lo scriba della necropoli
un esplodere di colori e di decorazioni. Sembra quasi che ci sia un horror vacui, che ogni centimetro quadrato del coperchio sia coperto dalla decorazione. Perché? In questo momento non si costruiscono più tombe con decorazioni parietali come avevamo conosciuto nel Nuovo Regno. La crisi economica e politica dell’Egitto spinge quindi a cambiare il culto. Però tutti quei testi che decoravano le pareti sono fondamentali perché permettono la trasfigurazione del defunto, permettono al defunto di accedere alla vita dell’aldilà e allora vengono trasferiti nel sarcofago. Così il sarcofago sopperisce alla mancanza di decorazione della tomba e ne acquisisce tutti gli elementi”.
Statua di Anen in granodiorite, scoperta da Bernardino Drovetti nel 1824, oggi al Museo egizio di Torino. Le iscrizioni al centro del gonnellino e sul pilastro dorsale enumerano i suoi numerosi onori, mentre alla cintura è appeso un cartiglio con il praenomen di Amenofi III, "Nebmaatra". La pelle di pantera che Anen indossa, fittamente ricoperta di stelle, lo identifica come sacerdote-astronomo
Fu figlio dei nobili Yuya e Tuia e fratello della regina Tiy, "Grande Sposa Reale" del faraone Amenofi III. Durante il regno del cognato, Anen divenne Cancelliere del Basso Egitto, "Secondo Profeta di Amon" e sacerdote-sem di Eliopoli, oltre ad acquisire il titolo di "Padre del dio".
Una statua di Anen si trova al Museo egizio di Torino: è raffigurato come sacerdote astronomo, posizione suggerita dalle stelle che decorano le pelle di leopardo che indossa. Un ushabti del suo corredo funebre è all'Aia. Tuttavia, su nessuno dei propri monumenti Anen si fece menzionare come cognato del faraone anche se tale parentela è accertata da un riferimento sul sarcofago della madre Tuia che indica che un suo figlio fu appunto Aner, "Secondo Profeta di Amon".
Probabilmente morì prima del 30º anno di regno di Amenofi III, dato che non è menzionato nei testi che celebrano tale anniversario e la relativa festa sed e durante il quarto decennio di regno il ruolo di "Secondo Profeta di Amon" lo ricoprì un uomo di nome Simut, che in precedenza era stato "Quarto Profeta di Amon".
Anen fu sepolto nella tomba che si era fatto preparare (TT120) nella Necropoli di Tebe.





























