Piccoli spiriti blu è opera di Rebecca Horn, creata nel 1999 per Luci d’Artista: l’energia impalpabile del luogo è resa con una serie di anelli trasparenti e luminosi che galleggiano intorno all’edificio avvolto da una luce azzurra.
Piccoli spiriti blu è opera di Rebecca Horn, creata nel 1999 per Luci d’Artista: l’energia impalpabile del luogo è resa con una serie di anelli trasparenti e luminosi che galleggiano intorno all’edificio avvolto da una luce azzurra.
Legati al convento di Santa Maria al Monte furono, inoltre, altre figure della chiesa torinese e non solo: dal cardinale Guglielmo Massaia ad Angelico da None. Nel 1989 furono rinvenute, con gran stupore, nel cortile retrostante, le spoglie del conte Filippo San Martino di Agliè; furono poi deposte nel 2010 presso una tomba nel vestibolo d'ingresso.
L'altare laterale di destra, detto di San Francesco, presenta invece un olio su tela di Giuseppe Buccinelli, copia dell'originale (1629) di Crespi detto "Il Cerano" conservato alla Galleria Sabauda, raffigurante il fraticello d'Assisi che riceve il bambino dalla Madonna, alla presenza di un altro frate che tiene un libro e dietro il diacono San Lorenzo.
L'interno della chiesa di Santa Maria al Monte è fortemente arricchito di classiche decorazioni barocche. Sia l'altare maggiore che quelli laterali sono in marmi policromi, tutti progettati da Carlo di Castellamonte (1628).
L'altare laterale di sinistra, detto di San Maurizio, patrono di Casa Savoia, presenta un coevo olio su tela di Guglielmo Caccia, detto "il Moncalvo", raffigurante il martirio del santo. Sotto la mensa riposano le spoglie di Sant'Ignazio da Santhià (XVII secolo), al secolo Lorenzo Maurizio Belvisotti, canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 2002. Questo frate cappuccino visse i suoi ultimi anni a Santa Maria del Monte, dove ivi morì il 22 settembre 1770, dopo anni di servizio ai poveri e altresì molto stimato dalla famiglia reale).
La statua è cinta dalla cancellata della grotta di Lourdes, uno dono della diocesi francese ai lavoratori della Fiat che nel 1958 vi si recarono in pellegrinaggio.