Gli studi condotti sugli icnofossili (tracce fossili di impronte di antichi esseri viventi) di cui ha dato notizia l’Ansa , hanno provato che le medesime forme nella pietra sono state studiate e riprodotte da Leonardo nel Codice Leicester. Dai paleontologi è giunta conferma che gli icnofossili si trovano a Bobbio. Così la ricercatrice ha spiegato alcuni dettagli della ricerca. “Che quel territorio fosse di grande interesse geologico per Leonardo –
Carla Glori aveva pubblicato un articolo sui disegni murali del castello Malaspina Dal Verme dedicati al giostratore Galeazzo Sanseverino, mecenate e amico di Leonardo. La ricercatrice aveva ipotizzando che l’artista ne avesse quantomeno supervisionato in loco il progetto. La sua teoria colloca proprio da quel castello la veduta del paesaggio della Gioconda, identificata in Bianca Giovanna Sforza, moglie del Sanseverino. Inoltre la Val Trebbia era familiare a Leonardo da Vinci anche “a tavola”, perché nella sua vigna di Milano coltivava la malvasia di candia aromatica, tipica della Val Tidone, come ha rivelato nel 2015 la comparazione del dna fatta sul vitigno autoctono dall’Università di Agraria di Milano. “Le evidenze scientifiche convergono nel localizzare Leonardo nel paesaggio della Gioconda. Per il resto – conclude la ricercatrice – confido nella frase di Leonardo: La verità solo fu figliola del tempo”


























