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trillyina più di un mese fa

 

Felice sabato❤️💕

 

Tutte le persone conoscono il prezzo delle cose ma soltanto alcune ne conoscono il vero valore.
(Oscar Wilde)

 

 

 

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Gli scavi sotto la chiesa hanno effettivamente evidenziato due case romane risalenti all’inizio del II secolo: la prima era costituita su due livelli, con un edificio termale al piano inferiore ed un cortile-ninfeo nel quale si conserva tuttora un elegante affresco del III secolo raffigurante “Proserpina” con alcune divinità marine. L’altra casa, adiacente al Clivus Scauri, già alla fine del II secolo assunse l’aspetto di un’insula, ossia un’abitazione con portico e botteghe al pianterreno ed appartamenti ai piani superiori, almeno due, come si può dedurre dalle due file di finestre che si affacciano sul Clivus Scauri. Nel III secolo le due abitazioni si unificarono, probabilmente sotto un unico proprietario, assumendo così l’aspetto di una grande “domus”. Nel corso del IV secolo la destinazione d’uso dell’edificio cambiò: la presenza di affreschi cristiani e di un altare rivelano la trasformazione dell’ambiente in luogo di culto religioso, forse proprio in conseguenza del martirio e sepoltura dei due ufficiali romani.

 

Finestre murate dell'insula nella parete esterna della Basilica dei Ss Giovanni e Paolo

 

Archi murati del portico dell'insula nella parete esterna della Basilica dei Ss Giovanni e Paolo

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La Basilica dei Ss.Giovanni e Paolo sorge nell’omonima piazza sul pendio occidentale del Celio ed è dedicata ai due ufficiali romani Giovanni e Paolo, ferventi cristiani e vittime della persecuzione dell’imperatore Giuliano l’Apostata che nel 362 d.C. li fece uccidere e seppellire nella loro stessa casa. 

 

 

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Buona giornata❤️

 

Circondati sempre di persone che ti diano un motivo per sorridere.

 

 

 

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archi medievali lungo il Clivio di Scauro

 

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Clivo di Scauro, che ha conservato nell’insieme il suo aspetto assunto nella tarda età imperiale, è affiancata, lungo la parete adiacente alla Basilica dei Ss.Giovanni e Paolo, dallo straordinario complesso archeologico delle “Case Romane del Celio” , scoperto nel 1887 da Padre Germano di S.Stanislao, Rettore della Basilica dei Ss.Giovanni e Paolo. La tradizione identifica questi luoghi con la casa in cui i santi Giovanni e Paolo abitarono e furono sepolti, dopo avervi subito il martirio ai tempi dell’imperatore Giuliano l’Apostata (361-363 d.C.).

 

 

 

 

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Clivo di Scauro conserva l’antico nome originario, “Clivus Scauri“, con un percorso che ricalca perfettamente quello antico, come testimoniato da fonti medioevali a partire dall’VIII secolo, ma anche da un’iscrizione di età imperiale. L’apertura della strada va attribuita ad un membro della importantissima famiglia degli “Aemilii Scauri” (si pensa a Marco Emilio Scauro, censore nel 109 a.C.). Caratteristici gli archi in laterizio che scavalcano la via, rifatti in età medioevale ma probabilmente già esistenti nei tempi antichi e che fino al Cinquecento erano sormontati da un secondo ordine.

 

 

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Il Celio, uno dei sette colli di Roma, anticamente si chiamava Mons Querquetulanus, ovvero "monte delle querce", per i numerosi alberi di questa specie che crescevano sulle sue pendici.
Prese il nome di Celio da Caelius Vibenna, l'eroico condottiero di Vulci che nel VI secolo a.C. avrebbe conquistato questa altura e avrebbe aiutato Servio Tullio a diventare re di Roma.
Il Celio fu l'ultimo colle ad essere stato inserito nella cerchia muraria di epoca repubblicana.

 

 

 

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Il campo in cui l’Acanto trova maggior riconoscimento e prestigio è sicuramente l’arte, e più precisamente nella letteratura e nell’architettura classica, molto apprezzata anche nell’antica mitologia greca.

Non a caso risulta essere una pianta simbolica, carica di significato.

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