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La chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio (in latino S. Ignatii de Loyola in Campo Martio) è un luogo di culto cattolico di Roma; in stile barocco, è adiacente al Collegio Romano di cui era cappella universitaria e affaccia sulla caratteristica piazza Sant'Ignazio. La chiesa fu costruita nel 1626 sull'antica chiesa dell'Annunziata che era divenuta troppo piccola per l'afflusso degli studenti del Collegio Romano. I lavori cominciarono nel 1626 e fu dedicata a Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, che era stato canonizzato il 12 marzo 1622.
Grande mecenate dell'opera fu il vescovo Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV, che era deceduto nel 1623 ed aveva canonizzato Ignazio di Loyola. L'edificio è stato più volte attribuito a vari architetti, che hanno operato nella prima metà del XVII secolo a Roma: Domenichino, Girolamo Rainaldi, Alessandro Algardi (a quest'ultimo viene comunque attribuita la maestosa facciata).
La devozione del cardinale Ludovisi alla Compagnia risaliva agli anni di scuola, ed egli volle che l'edificio, per il quale versò subito 100.000 scudi, «...per l'ampiezza e bellezza fosse inferiore a pochi». Ma la sua prima mossa non fu fortunata; il progetto riguardava un'area vicina al noviziato di Sant'Andrea e il papa subito obiettò che l'altezza del nuovo edificio gli avrebbe impedito la vista del Quirinale. Il cardinale dovette in tal modo spostarne il luogo nei pressi del Collegio Romano, l'istituto dei Gesuiti nel centro di Roma. Da allora in poi furono gli stessi Gesuiti a creargli delle difficoltà.
Il Collegio Romano fu istituito da Ignazio di Loyola dopo la fondazione della Compagnia di Gesù (1534), per coprire tutto l'arco scolastico, dagli studi elementari a quelli universitari. Per volontà di papa Gregorio XIII fu costruita, tra il 1582 e il 1584, la sede definitiva del Collegio a Roma, nel rione Pigna, sulla piazza omonima.
La sua costruzione sul Pincio era stata promossa da Carlo VIII nel 1494 e approvata l'anno seguente da Papa Alessandro VI, con l'intenzione di concederla ai religiosi di nazionalità francese dell'ordine di San Francesco di Paola. I lavori di costruzione si protrassero per tutto il XVI secolo, e la chiesa fu consacrata nel 1595. Responsabili della fabbrica, tradizionalmente attribuita a Giacomo della Porta, furono gli architetti Annibale Lippi e Gregorio Caronica. La sistemazione monumentale della piazza antistante la chiesa si deve a Papa Sisto V, che tra il 1586 e il 1588 fece realizzare da Domenico fontana la maestosa scalinata a due rampe convergenti davanti alla facciata, come testimoniano gli stemmi Peretti scolpiti sui pilastri della scalinata. L'obelisco Sallustiano venne innalzato da Papa Pio VI nel 1789.
La barcaccia Bernini
La chiesa di Trinità dei Monti, che sovrasta piazza di Spagna con i suoi due campanili – inusuali nel paesaggio romano – viene consacrata nel 1594. Come il convento annesso, deve la sua origine all’aiuto spirituale recato da san Francesco di Paola al re di Francia Luigi XI, che lo aveva chiamato a raggiungerlo a Plessis-Lès-Tours (Francia). Nel 1494 infatti il figlio Carlo VIII, grato per il sostegno ricevuto dal padre, inaugura sul Monte Pincio il cantiere di una costruzione destinata ad accogliere i religiosi francesi dell’Ordine dei Minimi, fondato da Francesco di Paola.
La chiesa, officiata anche in francese, è affidata alla Comunità dell'Emmanuele ed è una delle cinque chiese cattoliche francofone di Roma, insieme con San Luigi dei Francesi, San Nicola dei Lorenesi, Sant'Ivo dei Bretoni e Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni.
Straordinario capolavoro del gusto scenografico del Settecento, la scalinata di Trinità dei Monti rappresenta l’ideale raccordo tra la collina del Pincio e la sottostante piazza di Spagna, a quel tempo separate da una collina spoglia, ripida e fangosa. Venne realizzata, fra il 1723 e il 1726, dall’architetto Francesco De Sanctis, al quale fu commissionata dal cardinale Pierre Guérin de Tencin. Venne inaugurata in occasione del Giubileo del 1725 da papa Benedetto XIII.
La colonna di Marco Aurelio è un antico monumento di Roma, eretto tra il 180 e il 193 per celebrare, forse dopo la sua morte, le vittorie dell'imperatore romano Marco Aurelio (161-180) ottenute sulle popolazioni dei Marcomanni, dei Sarmati e dei Quadi, stanziate a nord del medio corso del Danubio, durante le guerre marcomanniche.
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La prima e l’ultima cosa che devi fare in questo mondo è andare avanti senza che ti schiacci.
Ernest Hemingway























