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Palazzo Ruspoli si sviluppa intorno al torrione a base circolare ed era dotato originariamente di altre due torri laterali, una delle quali è andata persa. Il castello costituì l’accesso al borgo fortificato fino al 1572, quando i Frangipane aprirono il centro storico verso l’esterno facendo demolire la chiesa interna e ricostruendola esternamente (la chiesa di Santa Maria del Pozzo). Fu in quel contesto che l’edificio passò dall’essere un castello a un palazzo. Nello stesso momento vennero operate diverse modifiche al complesso, tra cui un sostanziale ampliamento. I lavori furono in parte affidati a Giuseppe Valadier, l’architetto che progettò piazza del Popolo a Roma.

 

 

 

 

 

 

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Sul lago di Nemi "Era un ritorno. Il sole spandea per i boschi ducali, precipitando, un fuoco torbido. Ma su l'acque, chiuse dal quel gran cerchio di tronchi infiammati,un pallore cupo regnava.

Raggio non le feriva alcuno" D'Annunzio

 

 

 

 

 

Non puoi andartene da Nemi senza avere assaggiato una crostatina con crema e fragoline o il celebre fragolino di Nemi

 

 

 

 

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Fontana della dea Diana, che ricorda il vecchio santuario a lei dedicato che si trovava anticamente in queste zone.

 

 

 

Fontana dei Leoni. È facile intuire perché porti questo nome: ti è sufficiente guardare le due teste in bronzo da cui l’acqua sgorga verso la vasca rettangolare posta a terra. L’intera struttura è in tufo peperino, una particolare varietà di tufo abbandonate in queste zone.

Anche le due teste di leone sono opera di Mastrolorenzi e sono caratterizzate da occhi sbarrati e da un piccolo tassello sulla fronte in cui sono stati incisi alcuni alberi e la scritta Diana. Tra le due teste c’è una targa in marmo che ricorda la costruzione della fontana nel 1951.

L’acqua fresca che sgorga da questa fontana è anche leggermente frizzante e proviene dalla sorgente del fiume Algido.

 

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Buongiorno❤️💜.         È già Aprile. 

 

Il tempo scivola
via come la sabbia tra le dita,
restano granelli di ricordi incastrati fra cuore e anima.
Nel suo passare via ne comprendi li senso;
a volte con sollievo, spesso con tormento.
Si intrecciano passato e presente, i sogni belli con quelli brutti.
Conta i granelli, sono davvero tanti.
Trafiggono il cuore, feriscono l’anima.
Portano sollievo e qualche rimpianto.
Poi ne guardi il cuore, ne senti il profumo.
Volta pagina, non è finita.
Tra i ricordi ieri e quelli di domani
vivi il presente.

Silvana Stremiz

 

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Solo a seguito di un evento miracoloso la chiesa prese il nome di Santuario del Santissimo Crocifisso. Era il 1669 quando il frate francescano Vincenzo Da Bassiano tornò da un pellegrinaggio in Palestina portando con se un legno prelevato nel monte Calvario. Lo utilizzò per scolpire un crocifisso a grandezza naturale. Lo aveva quasi completato e doveva solo definirne il viso. Dopo averlo abbozzato però si sentì sfinito, perciò pregò per avere il tempo e la forza di concludere l’opera e poi si mise a dormire. Al suo risveglio trovò il crocifisso con il viso completato in maniera maestrale. Il crocifisso divenne quindi un’immagine sacra venerata da tantissimi pellegrini e anche dai pontefici fino a Giovanni Paolo II, ancora oggi esposto nella chiesa.

 

 

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Nel 1675 padre Felice da Napoli dipinse alcune opere alle pareti della chiesa. L'antica icona della Vergine di Versacarro venne rubata nel febbraio 2002 e in seguito ritrovata il 30 marzo 2006 a Messina dalla polizia

 

 

 

 

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Le origini del santuario del Santissimo Crocifisso risalgono al 1637, quando il marchese Mario Frangipane lo fece costruire in sostituzione di una cappella sulle sponde del lago. Inizialmente la chiesa era dedicata alla Madonna, per via di un antico dipinto raffigurante la Madonna col Bambino proveniente da oriente e ancora oggi conservato dentro la chiesa. Questo dipinto affianca quello della Madonna di Versacarro, un’icona risalente agli inizi dell’arte italiana che faceva parte di un dipinto più grande che raffigurava anche gli apostoli Pietro e Paolo. Il dipinto venne tagliato a più riprese, nel 1670 e nel 1811, fino a rimanere quello attualmente visibile. Agli inizi dell’ottocento venne costruita la cappella in cui ancora oggi è posizionato.

 

 

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Il santuario del Santissimo Crocifisso, già chiesa di Santa Maria di Versacarro, è un luogo di culto cattolico di Nemi, in provincia di Roma, nella sede suburbicaria di Albano. È stato meta di visite apostoliche di Pio IX nel 1869 e di Paolo VI La chiesa di Versacarro venne fondata nel 1637 dal marchese Mario Frangipane per ospitare i francescani dopo che i cappuccini si erano trasferiti a Genzano, nel convento dei Cappuccini. Nel 1645 arrivarono i religiosi e la nuova chiesa venne intitolata alla Madonna di Versacarro.

Nel 1669 venne esposto un Crocifisso ligneo, opera di Vincenzo Pietrosanti. La tradizione vuole che fosse trovato miracolosamente compiuto. Da allora il luogo di culto prese nome di "santuario del Crocifisso".

 

 

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