L'interno, a pianta ovale, è coperto da una cupola, sulla cui imposta si aprono i finestroni. L'aula è preceduta da un endonartece ed è conclusa da un'abside connesso al grande spazio ovale tramite un arco trionfale trattato alla stregua del boccascena di un teatro lirico, non sorprende per un'architettura barocca di tale pregio. Vi è custodito un organo a canne risalente al 1841, opera di Salvatore Andronico Battaglia da Palermo. Nella sagrestia si trova invece un dipinto del Cristo di Burgos di origine spagnola, risalente al XVII secolo, che la gente chiama il Cristo in gonnella per la veste sacerdotale lunga fino alle caviglie.
Una delle caratteristiche più evidenti di questo edificio, comune tra l'altro a numerosi edifici settecenteschi del Val di Noto, è una sorta di discordanza stilistica, poetica tra elemento architettonico ed impianto decorativo.






















