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trillyina più di un mese fa

 

Con il passaggio della tonnara dai Calascibetta ai Nicolaci ha inizio la "storia contemporanea" di Marzamemi. Il borgo marinaro, in quel momento, non era ancora ben collegato con i vicini centri abitati e fu così che l'intendenza borbonica fece costruire la ferrovia Marzamemi-Pachino (1847-1853), con l'auspicio di far progredire il commercio marittimo. Il nuovo asse, infatti, migliorò il collegamento con l'area portuale favorendo così il rilancio dell'economia, che ebbe ricadute con la costruzione del Porto Fossa nel 1855.

Nel 1912 fu costruito a Marzamemi uno stabilimento per la lavorazione del tonno salato e in seguito del tonno sott'olio. La pesca della tonnara infatti fu abbondante fino al primo dopoguerra. A Marzamemi si effettuavano due mattanze ogni giorno: una al mattino e una nel primo pomeriggio. La camperia era lo stabilimento conserviero addossato alla loggia ed al palazzo del Principe, i ruderi del quale sono riconoscibili per l'alto fumaiolo (ora a rischio di crollo); in origine i fumaioli erano due, ma il più maestoso crollò il 12 giugno del 1943, pochi giorni prima dello sbarco alleato, quando la tonnara venne mitragliata dalla RAF. Lo stabilimento nell'ultimo periodo funzionava per conto dell'industria per la conservazione del pesce di Angelo Parodi di Genova. Addetti alla lavorazione erano specialisti genovesi (come per le altre tonnare della zona) come genovese ne era il direttore, per il quale nell'ambito dello stabilimento stesso fu costruito un alloggio al primo piano. Le scatolette di diverse dimensioni, prodotte a Marzamemi, venivano commercializzate con il marchio di fabbrica "AP Angelo Parodi Genova - Tonno all'olio puro di oliva - Lavorazione sul posto di pesca”. Lo stabilimento, che chiuse nel 1926 per mancanza di materia prima, risorse nel 1937 per opera della nobile Preziosa dei Baroni Bruno di Belmonte di Ispica. Per un lungo periodo tutto il pescato della tonnara toccava in esclusiva ai siracusani Cappuccio. Dopo la morte di Ottavio Nicolaci, nessuno dei Villadorata soggiornò nel palazzo e la tonnara chiuse definitivamente nel 1969. Nel 1979, come testimonia lo storico Salvo Sorbello, l'arco che collegava il palazzo del Principe alle cisterne collocate vicino al tetto della chiesetta crollò per l'errata manovra di un camion ed è stato ripristinato successivamente.

Nel secondo dopoguerra fu costruita nella piazza, per volere di papa Pio XI, una nuova chiesa dedicata a san Francesco di Paola.

Nel 1959 un pescatore del luogo, Alfonso Barone, scoprì casualmente a circa un chilometro dalla costa di Marzamemi il relitto di un'antica nave mercantile bizantina, presumibilmente risalente al VI secolo durante il regno di Giustiniano, naufragata mentre trasportava elementi architettonici e decorativi prefabbricati per la costruzione di una chiesa. Il sito fu oggetto di ricerche da parte dell'archeologo tedesco Gerhard Kapitän e di Pier Nicola Gargallo.

 

La Tonnara di Marzamemi

Uno dei tesori più importanti di Marzamemi è la sua antica Tonnara di “ritorno”. Risalente al 1752, questa tonnara storica era un importante centro di pesca del tonno, un'attività che ha caratterizzato la vita di questa comunità per secoli. Oggi, la tonnara è un simbolo del passato marinaro di Marzamemi e un'affascinante attrazione turistica dove vengono celebrati ricevimenti ed eventi culturali.

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trillyina più di un mese fa

Marzamemi: il piccolo borgo siciliano che conquista i cuori.

 

Il borgo è nato attorno all'approdo, poi divenuto porto da pesca, e si è sviluppato grazie a quest'ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una tonnara, tra le più importanti della Sicilia. La tonnara di Marzamemi risale al tempo della dominazione spagnola in Sicilia nel 1600 sotto il regno di Filippo IV che nel 1655 venne venduta al barone Simone Calascibetta di Piazza Armerina.

Nel 1752 furono ultimate la costruzione del palazzo, della tonnara, della chiesa dedicata alla Beata Maria Vergine di Monte Carmelo e delle casette dei marinai, per opera dei baroni Calascibetta  Anche la nascita della vicina Pachino nel 1760, voluta dagli Starrabba, aveva impresso un nuovo impulso a Marzamemi con la costruzione dei magazzini che si trovano lungo la via principale e che servivano per custodire sia le botti di vino, da spedire poi via mare in Liguria e in Francia, sia le oltre trecentomila tonnellate di sale, prodotte dalle due saline di Morghella e Marzamemi. Verso la fine del XIX secolo Antonio Starrabba, che fu per due volte Presidente del consiglio dei ministri, fece costruire un grande palmento, mentre i Villadorata realizzarono un mulino a vapore che fu poi convertito in distilleria.

Nel 1843 moriva senza eredi Salvatore Calascibetta e la tonnara fu ereditata dalla nipote Giovanna Antonia Calascibetta. I debiti accumulati dalla famiglia sin dal 1795 comportarono vari contenziosi giuridici; tale occasione permise, dunque, a Corrado Nicolaci principe di Villadorata - già gabelloto di tonnara - di acquisire a poco a poco la maggioranza dell'impianto.

 

 
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trillyina più di un mese fa

 

Buona giornata❤️❤️

 

Ottobre e gli alberi sono spogliati
di tutto ciò che indossano
Che m’importa?
Ottobre e i regni sorgono
e i regni cadono
ma tu vai avanti
e avanti.
(U2, October)

 

 

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