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Buon pomeriggio❤️💙
C’è un’aria così ferma che se chiudi gli occhi senti il volo dell’eternità.
(Fabrizio Caramagna)
Buona giornata❤️🧡
Se non potessimo chiudere gli occhi, la realtà ci schiaccerebbe. Chiudendoli, ci riposiamo un po’ nei sogni e nel mistero.
(Fabrizio Caramagna)
Cappella di Santa Caterina, che raccoglie la testa-reliquia della santa oltre a rappresentare uno scrigno di arte rinascimentale.
Sulla navata destra si apre la splendida cappella di Santa Caterina (7), voluta nel 1466 da Niccolò Bensi per custodire la reliquia della testa della santa. La testa era stata separata dal corpo esanime dal confessore della santa, il beato Raimondo da Capua, all'indomani della sua morte, sopraggiunta a Roma nel 1380. Fu quindi portata a Siena nel 1384 per assecondare le pressanti richieste dei senesi che volevano una reliquia della loro venerata santa.Al centro della cappella si trova un altare marmoreo scolpito da Giovanni di Stefano nel 1469, proprio su commissione di Niccolò Bensi al fine di custodire la testa-reliquia. Questa si trova al di là di una graticola, entro un piccolo reliquiario neogotico a forma di tempietto del XX secolo.
Gli affreschi cinquecenteschi della cappella sono opera del Sodoma e di Francesco Vanni. Quello della parete sinistra raffigura la Decapitazione di Niccolò di Tuldo (un giovane condannato a morte e convertito poche ore prima dell'esecuzione da Caterina che lo assistette fino al patibolo) e fu dipinto dal Sodoma nel 1526. Sulla parete di fondo troviamo l'Estasi di santa Caterina (a sinistra) e lo Svenimento di santa Caterina causato dalla stimmate (a destra), anch'essi del Sodoma (1526), ritenuti tra i suoi lavori meglio riusciti. Sulla parete destra si vede invece la Liberazione di un'ossessa da parte di santa Caterina, opera del Vanni (1596, olio su intornaco), di cui sono anche le pittura dell'arco della cappella (olio su intonaco, non affresco), raffiguranti Raimondo da Capua e Antonio Nacci (detto il "Caffarini"), autori rispettivamente della Legenda Maior e della Legenda Minor della santa. In alto, nel sott'arco, i Santi Luca e Girolamo del Sodoma.
Il pavimento in tarsie marmoree è quattrocentesco ed è attribuito a Francesco di Giorgio. Raffigura probabilmente Orfeo e gli animali, scena della mitologia greca. I pilastri presentano articolate grottesche cinquecentesche. La cupola fu invece ricostruita dopo il terremoto del 1798.
La piccola tavola che si trova a destra della cappella raffigura la Beata Caterina dei Lenzi, vissuta nel XV secolo e da non confondersi con la più famosa santa senese. Il dipinto è una riproduzione moderna dell'antica immagine che era assai venerata a Siena fino alla sua distruzione avvenuta nel 1939.
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Per fare il primo passo non hai bisogno di vedere tutta la scala". (Martin Luther King) -





















