Buona giornata♥️💜
Mi piace pensare che se l’amore avesse un profumo sarebbe quello dei campi di lavanda che impregna l’aria al sorgere del sole donando ai filari, accarezzati dai suoi raggi, mille sfumature di colore.
(Lucia Rizzo)
Buona giornata♥️💜
Mi piace pensare che se l’amore avesse un profumo sarebbe quello dei campi di lavanda che impregna l’aria al sorgere del sole donando ai filari, accarezzati dai suoi raggi, mille sfumature di colore.
(Lucia Rizzo)
L'ortensia, che fiorisce da maggio fino all'autunno, è una pianta molto antica, originaria dell'Asia e delle due Americhe. Un’antica leggenda narra che l’imperatore giapponese regalò delle ortensie alla famiglia della sua amata, come gesto di scuse per averla trascurata. Forse è proprio per questo motivo che il fiore viene spesso associato a emozioni autentiche: riconoscenza, perdono o affetto. Altri invece associano il fiore alla vanità, forse come conseguenza dell’abbondanza dei suoi petali e della sua forma sfarzosa e arrotondata.
Secondo la leggenda, il re francese Luigi XIV ordinò ai suoi uomini di cercare oltremare nuove varietà per adornare i giardini dei suoi palazzi. A quanto pare, a bordo della nave che partì verso il Brasile, viaggiava un debole e fragile mozzo che tutti prendevano in giro. Quando arrivarono sulle coste brasiliane, gli indigeni catturarono il mozzo, che si chiamava Banet.
Dopo averlo liberato, l’equipaggio si rese conto che il ragazzo che tutti credevano vulnerabile in realtà era una donna bella, forte e decisa, che si era travestita per abbandonare la sua terra e conoscere il mondo. Quando tornarono in Francia, il re, che conosceva la sua odissea, battezzò uno dei fiori che avevano portato nella nave proveniente dal Brasile con il vero nome del falso mozzo Banet: Ortensia.
Da allora, l’ortensia ha un doppio significato: debolezza e vulnerabilità da una parte; femminilità e temperanza dall’altra.
Ortensia ...varie curiosutà e leggende
Pare sia stato il francese Philibert de Commerson nel 1771 a dare il nome alla pianta, in onore della principessa Hortense de Nassau.
Il nome ortensia ha origine latina, significa “che cura gli orti ed i giardini” ed è anche un soprannome di Venere.
Il nome botanico invece, hidrangea, deriva dalla figura mitologica di Hidra, ma l'opinione più condivisa è la derivazione dalle parole greche “hidros” (acqua) ed “angeion” (vaso).
E' una pianta antichissima, tanto che si sono trovate tracce fossili. Venne introdotta nei paesi europei intorno al 1700.
In Giappone, invece, la presenza e la popolarità dell'ortensia era già notevole durante il XVII secolo. E' originaria dell'Asia, dell'America centrale e meridionale. Un tempo nei paesi orientali, era usanza ornare i piatti di cibo con vari tipi di fiori per dare profumo e delicatezza alle pietanze. Ora, questa abitudine è diventata una nuova tendenza nella nostra cucina, però bisogna fare molta attenzione con alcune piante come l'ortensia, perché risultano tossiche se viene ingerito il fiore o la foglia. Insieme al geranio, l'azalea ed il rododendro, l'ortensia si è rivelata un ottimo catalizzatore naturale dei metalli pesanti (perché contiene cisteina), dispersi nell'atmosfera dal gas di scarico dei motori e dalle industrie ed è così in grado di fissare sul fiore o sulla foglia metalli quali piombo, cromo, zinco, nichel, dispersi in forma ionica nell'aria, determinando il fenomeno detto di bioaccumulo. Per questa caratteristica tali organismi possono essere impiegati, con discreto successo, anche nel risanamento ambientale in quanto capaci di assorbire e rendere innocue sostanze tossiche. Alcune tecniche per la valutazione della qualità ambientale utilizzano questo meccanismo presente negli esseri viventi, nel nostro caso le piante superiori, anche per studiare e monitorare il fenomeno dell'inquinamento, una vera catastrofe del nostro tempo. Tali ricerche sono condotte dall'Istituto di Genetica dell'Università di Parma.
L'ortensia è simbolo di freddezza e capriccio. E' un fiore molto decorativo, ne esistono numerose varietà, quasi tutte create in Giappone.