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Pittura illusionistica (trompe l'oeil) tipica di quel periodo, soprattutto in Emilia.
Una volta all'interno del palazzo, si osservino con occhi molto critici le colonne, le statue, le decorazioni a stucco e gli altri elementi architettonici e decorativi, insomma tutto ciò che sporge dalle pareti, incluse le cornici dei quadri. Infatti, quelle strutture non esistono; esistono solo figure dipinte su muri perfettamente piani. Spesso è difficile convincersi del tutto che si è di fronte a una parete piatta anche osservando da un metro di distanza.
L'effetto illusorio è molto maggiore in quelle stanze in cui sono rappresentati solo elementi architettonici e decorativi, mentre scade molto quando viene dipinto altro, come ad esempio figure umane o il cielo.

 

Camera della Fortuna e in quella delle Virtù Estensi. Ad esempio, la parete che si vede nella Figura 1, nella Camera delle Virtù Estensi, è interamente affrescata. Non c'è nulla che sporga da essa, nemmeno di un millimetro. Anche la porta di destra, con la sua tenda, è dipinta.
Ci si può rendere conto che tutto ciò che sembra in rilievo è illusorio muovendosi. Si assisterà allora a un fenomeno impressionante, soprattutto nelle stanze più piccole: le colonne e le statue si muoveranno con noi deformandosi, come delle colonne e delle statue reali non farebbero mai. Inoltre, la finta architettura sembra perfettamente regolare solo se osservata da un punto preciso, detto “centro di proiezione”. Da qualunque altra posizione essa appare deformata.
L'illusione è ottima in ogni caso ma, se si vuole che sia veramente perfetta, si deve guardare con un occhio chiuso, per escludere quel forte indizio di profondità che è la stereopsi binoculare. Inoltre, si deve osservare dalla massima distanza possibile, per non vedere la tessitura del muro.
Com'è possibile che delle immagini piatte sembrino così coercitivamente tridimensionali? Il fenomeno è meno sorprendente se si tiene conto che cervello crea sempre il mondo tridimensionale che percepiamo a partire da due immagini piatte: quelle retiniche. La natura dello stimolo distale che produce tali immagini è del tutto irrilevante. Gli affreschi del Palazzo Ducale di Sassuolo appaiono in 3D per lo stesso (e ancora ignoto) motivo per cui appare in 3D una scena reale; essi, infatti, grazie a un uso sapiente della prospettiva e delle finte ombre, producono sulla retina quasi esattamente la stessa immagine che sarebbe prodotta da elementi architettonici reali.
I dipinti illusionistici, dunque, per quanto spettacolari e affascinanti, non sono particolarmente misteriosi per chi si occupa di percezione visiva. 

 

 

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Buongiorno❤️

 

  A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell’aurora.
Emily Dickinson

 

 

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