
Palazzo dei Capitani.
Si trova nei pressi delle rive del Lago di Garda e ospita oggi la sede del Municipio e della biblioteca. Nella posizione in cui si trova oggi l’edificio è possibile individuare numerosi resti di epoche diverse. In ordine cronologico: i primi resti risalgono all’epoca romana, i secondi corrispondono alla fase di dominazione degli Scaligeri (tra il XIII e il XIV secolo). Successivamente l'edificio andò distrutto a causa di un disastro non precisato, probabilmente un terremoto o un incendio. Solo nel XV secolo l’edificio appare completamente ricostruito e, sulla base di atti di compravendita datati al 1477, aveva già assunto l’aspetto attuale in stile gotico-veneziano. Lo stile fu voluto dalla famiglia Miniscalchi che, acquistato l’edificio nel 1473 da Francesco Mercanti, incaricò un architetto non noto, probabilmente appartenente alla scuola lombardesca-veneziana, per apportare modifiche all’edificio. Le trasformazioni riguardano sia all’esterno con la facciata in stile gotico-veneziano, sia all’interno con l’ampliamento del salone e l’inserimento all’interno di esso di ricche decorazioni ed affreschi tra cui gli stemmi della famiglia Miniscalchi e, dopo il matrimonio nel 1488 tra Alessandro Miniscalchi e Ginevra Londron, anche quello della signoria trentina dei Lodron. La proprietà rimase della famiglia Miniscalchi fino al 27 settembre 1618, quando venne acquistato, su invito della Serenissima, dalla città di Verona per essere adibito a dimora del Capitano del Lago. Il Palazzo rimase con tale funzione fino alla caduta della Repubblica Veneta quando divenne proprietà del Comune di Malcesine che lo fece dichiarare, nel 1902, monumento nazionale insieme al Castello. In questo lungo periodo di proprietà di Verona, il Palazzo subì numerosi lavori di rifacimento, tra i quali anche quelli in seguito ai gravi danni subiti da un improvviso turbinio il 30 luglio 1754. Ulteriori lavori sono stati eseguiti nel biennio 1929-30 per un restauro generale del complesso - specie della parte pittorica. trova nei pressi delle rive del Lago di Garda e ospita oggi la sede del Municipio e della biblioteca. Nella posizione in cui si trova oggi l’edificio è possibile individuare numerosi resti di epoche diverse. In ordine cronologico: i primi resti risalgono all’epoca romana, i secondi corrispondono alla fase di dominazione degli Scaligeri (tra il XIII e il XIV secolo). Successivamente l'edificio andò distrutto a causa di un disastro non precisato, probabilmente un terremoto o un incendio. Solo nel XV secolo l’edificio appare completamente ricostruito e, sulla base di atti di compravendita datati al 1477, aveva già assunto l’aspetto attuale in stile gotico-veneziano. Lo stile fu voluto dalla famiglia Miniscalchi che, acquistato l’edificio nel 1473 da Francesco Mercanti, incaricò un architetto non noto, probabilmente appartenente alla scuola lombardesca-veneziana, per apportare modifiche all’edificio. Le trasformazioni riguardano sia all’esterno con la facciata in stile gotico-veneziano, sia all’interno con l’ampliamento del salone e l’inserimento all’interno di esso di ricche decorazioni ed affreschi tra cui gli stemmi della famiglia Miniscalchi e, dopo il matrimonio nel 1488 tra Alessandro Miniscalchi e Ginevra Londron, anche quello della signoria trentina dei Lodron. La proprietà rimase della famiglia Miniscalchi fino al 27 settembre 1618, quando venne acquistato, su invito della Serenissima, dalla città di Verona per essere adibito a dimora del Capitano del Lago. Il Palazzo rimase con tale funzione fino alla caduta della Repubblica Veneta quando divenne proprietà del Comune di Malcesine che lo fece dichiarare, nel 1902, monumento nazionale insieme al Castello. In questo lungo periodo di proprietà di Verona, il Palazzo subì numerosi lavori di rifacimento, tra i quali anche quelli in seguito ai gravi danni subiti da un improvviso turbinio il 30 luglio 1754. Ulteriori lavori sono stati eseguiti nel biennio 1929-30 per un restauro generale del complesso - specie della parte pittorica.si trova nei pressi delle rive del Lago di Garda e ospita oggi la sede del Municipio e della biblioteca. Nella posizione in cui si trova oggi l’edificio è possibile individuare numerosi resti di epoche diverse. In ordine cronologico: i primi resti risalgono all’epoca romana, i secondi corrispondono alla fase di dominazione degli Scaligeri (tra il XIII e il XIV secolo). Successivamente l'edificio andò distrutto a causa di un disastro non precisato, probabilmente un terremoto o un incendio. Solo nel XV secolo l’edificio appare completamente ricostruito e, sulla base di atti di compravendita datati al 1477, aveva già assunto l’aspetto attuale in stile gotico-veneziano. Lo stile fu voluto dalla famiglia Miniscalchi che, acquistato l’edificio nel 1473 da Francesco Mercanti, incaricò un architetto non noto, probabilmente appartenente alla scuola lombardesca-veneziana, per apportare modifiche all’edificio. Le trasformazioni riguardano sia all’esterno con la facciata in stile gotico-veneziano, sia all’interno con l’ampliamento del salone e l’inserimento all’interno di esso di ricche decorazioni ed affreschi tra cui gli stemmi della famiglia Miniscalchi e, dopo il matrimonio nel 1488 tra Alessandro Miniscalchi e Ginevra Londron, anche quello della signoria trentina dei Lodron. La proprietà rimase della famiglia Miniscalchi fino al 27 settembre 1618, quando venne acquistato, su invito della Serenissima, dalla città di Verona per essere adibito a dimora del Capitano del Lago. Il Palazzo rimase con tale funzione fino alla caduta della Repubblica Veneta quando divenne proprietà del Comune di Malcesine che lo fece dichiarare, nel 1902, monumento nazionale insieme al Castello. In questo lungo periodo di proprietà di Verona, il Palazzo subì numerosi lavori di rifacimento, tra i quali anche quelli in seguito ai gravi danni subiti da un improvviso turbinio il 30 luglio 1754. Ulteriori lavori sono stati eseguiti nel biennio 1929-30 per un restauro generale del complesso - specie della parte pittorica.
