Navata centrale e delle enormi nicchie dopo la definitiva modifica di Francesco Borromini
La basilica ha cinque porte nel nartece, una per ogni navata, scandite da colonne massicce che reggono monumentali archi. Le porte di bronzo centrali sono originali romani della Curia (Senato) nel Fori Imperiali. La porta più a destra è la Porta Santa aperta solo durante l’Anno Santo (una volta ogni 25 anni).
Di fronte alla parete sinistra del nartece c’è la statua dell’ Imperatore Costantino. Le dodici enormi nicchie che Francesco Borromini ha creato nelle colonne della navata centrale racchiudono maestose statue di marmo di Apostoli ed Evangelisti.
Nonostante la rigorosa ristrutturazione del Borromini, alcune testimonianze storiche rimangono ancora visibili. In particolare il magnifico pavimento nello stile cosmatesco e il soffitto ligneo dorato, realizzato da Giacomo della Porta su disegno del suo patrocinatore, Michelangelo.
Tornati dal loro esilio ad Avignone, in Francia (1304-1377), i Papi trovarono la la città deserta e la loro basilica e il palazzo talmente distrutti. Inevitabile fu la decisione di trasferire la sede in Vaticano, vicino a San Pietro.
La definitiva ristrutturazione dell’attuale chiesa fu voluta da Papa Sisto V che affidò il lavoro al suo architetto preferito Domenico Fontana. Un ulteriore intervento degli interni fu realizzato da Francesco Borromini per Papa Innocenzo X (1644-1655).
Separato dalla basilica c’è il Battistero, il primo a Roma. La sua attuale forma ottagonale è stata creata durante il pontificato di Papa Sisto III ed è stata presa a campione da molti altri battisteri.


















