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Che sia Pasqua o no, ad ognuno spetta la sua resurrezione. Chiunque abbia portato una croce, ha diritto a risorgere. E non serve un miracolo. Il vero miracolo è continuare ad amare la vita, nonostante le sofferenze che ci riserva. Perché l'amore è la chiave di ogni resurrezione: l'amore e il rispetto di sé, l'amore e il rispetto della vita... Quello che ci fa dire "Comunque ne vale la 

 

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Buona Pasqua

C'è chi ha più fede in Dio, chi ha bisogno di sentirsi augurare di trovare felicità e gioia, chi ha semplicemente bisogno di sentirsi supportato e circondato da persone che gli vogliono bene..❤️❤️❤️❤️ Auguri...

 

 

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Buongiorno❤️❤️

 

E' la possibilità di avere un sogno che si avvera che rende la vita interessante.

 

 

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Buona giornata❤️

 

Siamo quello che pensiamo.Tutto quello
che facciamo sorgere con i nostri pensieri.
Con i nostri pensieri
costruiamo il mondo.

 

 

 

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L'organo maggiore venne costruito nel 1857-1858 da Enrico Priori con materiale Serassi per la basilica di San Giovanni in Laterano, ove era collocato su cantoria mobile nel transetto; nel 1858 venne trasferito in San Paolo fuori le mura da Giacomo Locatelli per conto dei Serassi. 

 

In occasione del matrimonio fra il futuro re Vittorio Emanuele III ed Elena di Montenegro (24 ottobre 1896), lo strumento, sfruttando le ruote del basamento, venne spostato nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, luogo prescelto per la celebrazione .

 

 

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L'arco trionfale, ovvero l'arco che separa il transetto dalla navata centrale, è detto "di Galla Placidia", dal nome della committente dell'opera, che fece realizzare la decorazione musiva, che lo ricopre tuttora, durante il pontificato di Leone I. L'arco trionfale presenta due iscrizioni: la prima recita «Teodosio iniziò, Onorio compì / l'aula consacrata al corpo di Paolo dottore del mondo» e fu ricollocata nella parte sommitale dell'arco dopo la demolizione e ricostruzione del XIX secolo; la seconda recita «La pia mente di (Galla) Placidia gioisce del decoro dell'opera paterna in tutto lo splendore dovuto alla cura del pontefice Leone». Alcuni importanti restauri conservativi furono attuati durante il pontificato di Clemente XII (1731-1740). Dopo l'incendio del 1823, il mosaico venne staccato e sottoposto ad un intervento di restauro.

Al centro della composizione, al disopra dell'arco, è raffigurato Cristo Pantocratore iscritto dentro una circonferenza da cui fuoriescono dei raggi. Ai suoi lati, fra le nuvole rosse e verdi del cielo dorato, vi sono i quattro simboli degli Evangelisti: il bue di Luca e l'angelo di Matteo a sinistra; l'aquila di Giovanni e il leone di Marco a destra. Più in basso, ai due lati dell'arco, sono raffigurati ventiquattro uomini anziani, rappresentanti i ventiquattro vegliardi dell'Apocalisse (Ap 4:4) disposti in quattro gruppi da sei, due per ogni lato. Indossano il pallio e portano una corona. Ancora più sotto, su sfondo blu scuro, vi sono le figure di san Paolo (a sinistra) e di san Pietro (a destra).

 

 

 

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