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Senza dubbio la più maestosa fontana di Villa d’Este. Dalla parte opposta a questa vi è l’affaccio sulla piana tiburtina, con Roma in lontananza. Da quella direzione spesso arrivano raggi di sole che colorano gli enormi e altissimi zampilli d’acqua che si sviluppano dalla fontana di Nettuno. Tra l’affacciata e questa fontana vi sono tre peschiere.
Stupisce in questa fontana quanta acqua viene spruzzata in alto. Sorprende la forza con il quale viene spinta verso il cielo.
Lascia ancora più di stucco sapendo che non vi è nessun meccanismo che fa questo lavoro di spinta. È solamente la forza idraulica dell’acqua stessa a creare questa meraviglia.
Tra gli zampilli scende una cascata, sotto il quale si intravede il busto della statua di Nettuno.
Poste in successione innanzi alla fontana di Nettuno, da cui ne ricevono l'acqua, e contornate da una lussureggiante vegetazione, le Peschiere sono tre grandi bacini di forma rettangolare. Sono animate da zampilli che nascono dai vasi disposti lungo i loro bordi (otto per vasca), che, assumendo varie intensità, increspano in maniera differente e decrescente, le tre vasche, continuando quella gradazione di moto delle acque iniziata nella fontana di Nettuno, per scemarla fino all'ultimo bacino, vicino alla terrazza panoramica, dove doveva trovare posto la statua del Dio del Mare, a completamento della composizione della precedente fontana. Oltre che luogo piacevole e rilassante per il passeggio, le Peschiere, al tempo della loro costruzione, servivano ad allevare delle pregiate specie di pesci d'acqua dolce, per dare la possibilità a chi soggiornava presso la villa, di dilettarsi nella pesca e di godere a tavola dei piaceri ittici. A tale scopo, nelle loro vicinanze, erano dei lussuosi chioschi atti a dare conforto a chi voleva riposare durante la passeggiata, e a custodire le attrezzature necessarie alla pesca.
La Fontana Della Dea Natura O Dell’abbondanza. Ai tempi di Ippolito II non si entrava nella villa dall’entrata odierna, ma da un altro cancello che dava su via del Colle. Questa fontana si trova incastonata proprio nel muro di cinta della parte meridionale della villa. La fontana rappresenta Diana di Efeso.
Questa statua fu rimossa da Alessandro d’Este per non contrastare i dettami della Controriforma che condannava simili opere “paganeggianti”, anche se nel Rinascimento furono molti i “fan” di questo tipo di raffigurazioni.
Buon pomeriggio♥️
Solo tre cose sono infinite. Il cielo nelle sue stelle, il mare nelle sue gocce d’acqua e il cuore nelle sue lacrime.
(Gustave Flaubert)














