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Molto curiosa è la scritta che si trova in basso alla statua. L’iscrizione recita: Non me Praxiteles, sed Marc’finxit Agrat, vale a dire, “Non mi fece Prassitele, bensì Marco d’Agrate”. Il suo significato? Beh, rappresenta la firma dell’artista dal tono piuttosto vanitoso, in quanto si considerava più talentuoso del grande Prassitele, scultore dell’Antica Grecia.
L’opera di Marco Ferrari d’Agrate mostra il santo completamente scorticato, vestito dalla sua stessa pelle, come se stesse indossando una toga. La statua è presente nel transetto destro del duomo di Milano ed è stata realizzata nel 1562.
Nel duomo di Milano, si innalza una statua tanto nota per il suo aspetto, ma pochi la conoscono: la scultura di San Bartolomeo di Marco Ferrari d’Agrate.
Buona giornata♥️
Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Non importa se otteniamo dei risultati o meno, se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l’essenziale, per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede, ma si percepisce nel cuore” – Aruki Murakami




















