Profilo BACHECA 14369
Fronte
Tavola di Sant’Agata, opera unica nel suo genere, proveniente dall’omonima chiesa cremonese. Compiuto da un valente autore ignoto, che lo storico dell’arte Roberto Longhi non esitò a definire “Cimabue settentrionale”, è un lavoro dipinto a tempera su entrambe le facce. Da un lato sono raccontate, in 4 fasce sovrapposte, le vicende del martirio subito dalla santa catanese, mentre sul lato opposto è raffigurata la Vergine col Bambino sovrastati dalla discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste. L’opera, ancorata ad una lingua di forte derivazione bizantina, rivela tratti di tipo naturalistico che vengono assimilati a lavori duecenteschi del Centro Italia..
Retro
La base monumentale, in argento, dorato in alcune parti e lapislazzuli è opera settecentesca (1775) eseguita dall’argentiere Giuseppe Berselli su disegno dell’architetto Giovanni B. Manfredini, entrambi cremonesi ed è ornata dalle statue personificazione delle Virtù e da una corona di otto angioletti dolenti che reggono gli strumenti della Passione.
Un raffinato esempio di arte orafa che davvero stupisce per imponenza e raffinatezza al contempo.
La Grande Croce è il capolavoro dell’Oreficeria Lombarda del Quattrocento più rappresentativo, per struttura architettonica e dimensioni. Voluta dai Massari della Fabbrica della Cattedrale come arredo dell’altare maggiore per le principali Solennità dell’Anno liturgico, la croce, è opera degli orafi Ambrogio Pozzi di Milano ed Agostino Sacchi, cremonese. Alta circa tre metri e realizzata in argento, oro, smalti al cobalto e lapislazzuli tra il 1470 e il 1478, è costituita dal raffinato assemblaggio di oltre mille pezzi e presenta una vera e propria folla di ben 160 statue tra piccole e grandi, con 50 busti di Santi.
Buongiorno❤️
C’è solo qualcosa di bello nel camminare sulla neve che nessun altro ha calpestato. Ti fa credere che sei speciale, anche se sai che non lo sei.





















