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centro della volta a crociera del presbitero, direttamente sopra l’altare, si può invece ammirare l’immagine dell’Agnus Dei, ossia dell’Agnello di Dio, stagliata contro un cielo stellato e circondata da un festone portato da quattro Angeli. Una fantasmagoria di uccelli, pesci e fiori richiama la bellezza del Paradiso.
L’intradosso dell’arco trionfale all’entrata del presbiterio è decorato con i busti degli apostoli contenuti dentro clipei; al centro dell’arco campeggia l’immagine di Cristo.
Basilica di San Vitale, Ravenna. Veduta del presbiterio.
I mosaici della chiesa sono una parte di quelli che un tempo decoravano lo spazio interno. Oggi, infatti, la decorazione musiva ricopre soltanto le pareti del profondo presbiterio, dell’abside e del relativo catino, mentre, per esempio, la cupola presenta incongrui affreschi del XVII secolo. Anche alcune parti del pavimento conservano le tarsie originarie. Comunque, tali mosaici costituiscono una delle testimonianze più felici, e certamente più importanti, dell’intera produzione artistica figurativa dell’età di Giustiniano.
Secondo un’antica tradizione San Vitale fu martirizzato a Ravenna, gettato all’interno di una fossa profonda e poi ricoperto di terra e sassi.
Sul luogo ritenuto del suo martirio, fu costruito nel V secolo un piccolo edificio di culto e poi, nel VI secolo, la grande basilica che ancora oggi ammiriamo.
Dove si riteneva fosse la sua tomba, fu costruito un altare e lungo i secoli rimase viva la memoria della sua presenza. Girolamo Fabri, ne Le sagre memorie di Ravenna Antica, ricordando questa tradizione restituisce una preziosa descrizione del culto rivolto al Santo: «Nella seconda [cappella] dedicata al glorioso Martire S. Vitale si riverisce il luogo del suo martirio, e la fossa, dentro cui fu buttato, ove poi nel tempo medesimo, che la chiesa si edificò, fu scavato un pozzo, la cui acqua anche oggi giorno si beve con molta devozione dal popolo, il giorno massimo della festa, e dentro a quello sta il corpo del Santo, che per quanto ne porta la tradizione antica dicesi essere dentro un’arca di marmo, e sopra vi sta eretto un nobilissimo Altare. Il pozzo è di nobili marmi, e colonne egregiamente ornato».
Nei primi anni del XX secolo si smantellarono sia il pozzo sia l’altare e in seguito a uno scavo archeologico, furono rinvenuti un mosaico pavimentale e una base d’altare, entrambi del V secolo. Il mosaico è visibile lungo il deambulatorio della basilica, mentre la base d’altare è ancora al suo posto, ricoperta dall’acqua.



















