Profilo BACHECA 14369
Basilica di San Vitale, 526-547. Ravenna. Esterno.
L’edificio è in semplice laterizio e si presenta all’esterno volutamente disadorno e spoglio. La cupola, molto alta, è emisferica e impostata su pennacchi; all’esterno, essa risulta nascosta da un tiburio, una sorta di involucro architettonico a sua volta ottagonale. La forma geometrica della chiesa risulta quindi composta da vari nuclei, tutti rigorosamente definiti: il corpo principale, il tiburio, l’abside (poligonale all’esterno, semicircolare all’interno) e un nartece a forcipe, ossia un piccolo atrio di ingresso rettangolare concluso da due absidi laterali, qui curiosamente posto in obliquo e tangente a un angolo della facciata principale.
San Vitale è infatti l’unico monumento italiano che può competere, nonostante le sue dimensioni contenute, con i grandi monumenti bizantini, sia per la raffinatezza e la preziosità delle decorazioni e dei materiali impiegati, sia per l’originalità delle soluzioni spaziali. È stato infatti ipotizzato che l’autore del progetto iniziale o quanto meno di un secondo intervento progettuale sia stato lo stesso della Chiesa dei Santi Sergio e Bacco a Costantinopoli, edificata negli stessi anni.
La Basilica di San Vitale a Ravenna fu iniziata nel 526, al tempo dell’arcivescovo Ecclesio, quando la città era ancora sotto il dominio dei Goti. Fu poi costruita nel corso dei successivi vent’anni, quindi durante il regno dell’imperatore Giustiniano e contemporaneamente alla Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli (oggi Istanbul).
Venne consacrata dal vescovo Massimiano nel 547 e dedicata a San Vitale, un martire dei primi secoli del Cristianesimo. Concepita per rendere testimonianza della grandezza imperiale bizantina, e del regno giustinianeo in particolare, presenta un impianto planimetrico centrale e soluzioni strutturali che la distinguono nettamente dalle tipiche basiliche longitudinali d’Italia.















