Profilo BACHECA 14369
Arcangelo Michele
La statua ha una storia interessante e piuttosto travagliata. Essendo fatta di legno, in breve tempo si rovinò fino a sgretolarsi, e venne sostituita da un angelo di marmo, che venne distrutto durante un assedio nel 1379. A questo ne seguì un terzo, sempre di marmo con le ali di bronzo, che venne incenerito da un fulmine nel 1497; venne dunque posto sulla sommità di Castel Sant’Angelo una statua di bronzo dorato, ma anche questa, a un certo punto, venne tolta dalla sua posizione privilegiata e fisa per farne dei cannoni durante la calata dei Lanzichenecchi nel 1527. Dopo un altro angelo di marmo e bronzo, nel 1573 fu la volta dell’angelo di bronzo che sopravvive ancora oggi.
Realizzato in bronzo dallo scultore fiammingo Peter von Verschaffelt e posto in sede, sopra un basamento di travertino, soltanto nel 1753, a causa delle difficoltà dettate dalla grande quantità di metallo necessaria. Originariamente la statua era rivestita di una superficie dorata, tranne che per la corazza, che era ricoperta invece di lamine d’argento.
Arcangelo Michele
La statua ha una storia interessante e piuttosto travagliata. Essendo fatta di legno, in breve tempo si rovinò fino a sgretolarsi, e venne sostituita da un angelo di marmo, che venne distrutto durante un assedio nel 1379. A questo ne seguì un terzo, sempre di marmo con le ali di bronzo, che venne incenerito da un fulmine nel 1497; venne dunque posto sulla sommità di Castel Sant’Angelo una statua di bronzo dorato, ma anche questa, a un certo punto, venne tolta dalla sua posizione privilegiata e fisa per farne dei cannoni durante la calata dei Lanzichenecchi nel 1527. Dopo un altro angelo di marmo e bronzo, nel 1573 fu la volta dell’angelo di bronzo che sopravvive ancora oggi.
Realizzato in bronzo dallo scultore fiammingo Peter von Verschaffelt e posto in sede, sopra un basamento di travertino, soltanto nel 1753, a causa delle difficoltà dettate dalla grande quantità di metallo necessaria. Originariamente la statua era rivestita di una superficie dorata, tranne che per la corazza, che era ricoperta invece di lamine d’argento.
L'intervento di Paolo III fu quello di renderla di forma poligonale foderandola internamente con armadi in legno di noce, atti a custodire oggetti e documenti preziosi.
Era questo il luogo designato a contenere l'Archivio dello Stato Pontificio e l'Archivio Segreto.
Cassettoni in ferro e legno conservarono anni più tardi l'Erario sanziore insieme ad altri oggetti rituali preziosi.
Gli scrigni portano gli stemmi di Giulio II e Sisto V.
L'aula venne poi utilizzata nel XIX secolo come prigione, e i graffiti fatti dai prigionieri all'interno degli armadi della sala, testimonia il suo uso come spazio di detenzione.
Alla destra della Sala del Tesoro si può accedere alla scala di età adrianea che sale sino al Terrazzo delle Corazze (così chiamato per le sculture in stucco che decoravano il parapetto) o Terrazzo dell'Angelo
| ingresso alla scala di età adrianea |
Sala del Tesoro, ricavata nel nucleo del Mausoleo di Adriano, dove si pensa fosse stato posto il sarcofago in porfido dell'imperatore.










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