O dolcissimi No,
che nascono affilati come spade,
e muoiono tremando sulle labbra,
disarmati da un battito di ciglia,
da un passo che si avvicina
mentre il cuore già cede.
No detti piano,
come se il silenzio potesse salvarvi.
No sussurrati,
dove vibra la nota stonata del desiderio.
No che non negano,
ma chiedono di essere vinti,
che si vestono d’orgoglio
e si spogliano d’anima.
Voi, No smarriti,
che diventate forse in uno sguardo,
che vi frantumate in un sorriso,
che vi sciogliete tra le dita
mentre la pelle ricorda ciò che le parole tradiscono.
O No,
così certi eppure così fragili,
così solenni nel pronunciarvi,
così bugiardi nel restare.
Siete il teatro dell’orgoglio
e la confessione del corpo.
Siete l’ultima barricata
prima del crollo,
la poesia dell’indugio,
il suono dell’arrendersi
senza dire mai sì.









