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whiskynsoda

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Vergine

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whiskynsoda 15 gennaio

 

Amici si ma fino a lì.
Mi stavano aspettando ma io non c'ero, non sarei mai arrivato, anzi non mi andava di esserci. Poi quella telefonata. Arrivai alla cena con gli amici in ritardo. Loro mi osservano e mi chiedevano dove fossi stato. Con quella faccia li sei andato a donne, dove, come e quanto. Belle si e pure sexi. Io sorrido e loro fantasticano. Mi prendono in giro. Ma come faccio a dire la verità con loro? Forse sarà meglio accettare le loro conclusioni e raccontare la favola del gigolò, e soddisfarli di racconti più folli ed erotici. È vero piacciono anche a me. 
Ma la verità non potrò mai raccontarla a loro che mi vedono cacciatore come loro. Come mai potrei raccontare che ho una malattia che mi costringe a vita mistica, spirituale lontano dagli eccessi, fuori dagli schemi. Come mai potrò raccontare a loro che ho pianto pensando a quello che ho, a quello che sono, e che mi sento vivo e ringrazio Dio che mi ha dato tutto questo. Forse sarà banale,  ma vedo vita che mi gira intorno, io osservo, osservo gli sguardi della gente, ai loro pensieri,  frettolosi verso i propri destini. Canto la canzone perché amo l'essere interiore che c'è in noi. Io so essere duro ma questa durezza a volte si scioglie come neve al sole.
Amici si ma fino a lì😉

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whiskynsoda 14 gennaio

 

 

TANTRA VOGLIA DI TANTRA

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whiskynsoda 11 gennaio

Con il gioco sporco potrai anche vincere, ma quando quello sporco arrivera' alla gente allora sarà rivoluzione

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whiskynsoda 09 gennaio

L'allegria dei miei amici 

Che in coro se ne sono andati

Cantando ritornelli felici

Nell'aria soltanto è rimasto

Fumo agli occhi spalancati

Fumo agli occhi spalancati

 

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whiskynsoda 08 gennaio

Il vestito bianco di Luisa
Quante volte siamo passati di li e ogni volta mi guardavo attorno,la bellezza delle colline di Lugo e la freschezza della sera , mentre il sole se ne va oltre, laggiù chissà dove. Ma avevamo altro da pensare, la compagnia di ragazze ci aspettava davanti alla chiesa. Così per mezza estate fino a che non ti presentasti a casa mia per portare tua sorella che studiava con la mia. Ti avevo vista al concerto qualche settimana prima con i miei amici che avevano parole di apprezzamento nei tuoi confronti, i tuoi seni appuntiti si notavano bene sulla tua camicetta, i tuoi capelli scuri poco sopra le spalle, jeans attillati dalla vita fino alle ginocchia che poi si allargavano facendo vedere la punta delle tue scarpe da tennis.
Ma sapessi i commenti: varda questa che toco de figa. Era vero. E tu ti presenti a casa mia con tua sorella. Credo di essere diventato rosso, ma anche tu non te l’aspettavi ma avesti il coraggio di chiedermi se potevo riportare tua sorella all’agenzia di viaggi dove lavoravi per le 18.
Certamente risposi io. Puntuale alle 18 arrivai nella piazzetta e potevo lasciare li tua sorella ma ti aspettai, ti volevo rivedere.
Sono passati anni e ancora ho questo ricordo di lei.
Uscì dal lavoro e tra le varie cose che ci dicemmo mi invitò ad andare da lei a Lugo in un tal giorno preciso.
Non potevo mancare.
Mi presentai nel posto stabilito facendo attenzione di non incrociare i miei amici che sicuramente erano poco lontano.
Lei era li che mi aspettava alla fermata degli autobus, la vidi da lontano, aveva un vestito bianco leggero, era una serata calda .La feci salire nel mio Dyane6 e lei mi indicò la strada. Grande fu il mio stupore quando mi portò nelle colline di Lugo, fra queste la più alta sulla sommità una quercia maestosa era li sola da chissà quanto tempo e da lontano sembrava fosse li ad aspettarci.
Lasciammo la macchina poco lontano e salimmo a piedi. Parlavamo un po' e poi lunghe pause, dovevamo ancora capire, allora le dissi che da tempo volevo salire qui ma stavo aspettando lei. Lei rise e mi prese per mano e mi trascinò in salita correndo. Arrivammo sotto la quercia che ci mancava il fiato. Si buttò a pesce sull’erba, io senza esitare subito dopo di lei. Distesi sull’erba guardavamo i rami di questo grande albero, sembrava ci abbracciasse.
Parlammo un po', poi mi disse mettendosi seduta, fra poco arriva. Non capivo. S’era fatto buio da un po' di tempo ma c’era una luce che proveniva da una collina molto più in basso a est.
Era la luna. Con il passare dei minuti si faceva sempre più grande, era luna piena e sembrava si potesse quasi toccarla con un dito. Era argentata e la sua luce rifletteva sul vestito bianco di Luisa.
C’era magia, mi sembrava di avere attorno delle fate ma erano lucciole, eravamo incantati come fossimo avvolti in un incantesimo.
Io mi chiedevo fino a che punto ero così stupido a non avere il coraggio della prima mossa.
Lei mi ha portato li e lei sapeva della luna sulla collina e dell’abbraccio della quercia. Forse avrà portato qualcun altro prima di me o forse un altro l’ha portata lì. Non era importante saperlo era giusto vivere il momento. Facciamo una cosa? disse rompendo l’incantesimo. La guardai per capire cosa volesse fare, si alzò in piedi mi prese la mano e mi fece alzare, eravamo quasi abbracciati, non mi diede neppure il tempo per pensare che poteva essere l’occasione giusta.
Mi disse saliamo sull’albero! Non dissi niente e guardai in alto, il primo ramo era alto, avrei dovuto sollevarla, prenderla con le mie mani, toccarla. E si, lei salì su di me e la presi con tutta la forza per spingerla al primo ramo, ma avrei voluto fare piano a toccarle il corpo ma l’azione non lo permetteva.
Così con tutta la forza la spinsi verso l’alto lei mi aveva già fatto sentire la consistenza dei suoi seni passando su di me, la spinsi prendendo fra le mani le sue natiche, sentii le sue mutandine quasi strapparsi, lo sforzo per me era importante e non so bene dove siano finite le mie mani, sentivo il suo odore intimo che avrei voluto annusare fino a inebriarmi , poi l’ultima spinta dalle sue gambe nude, lisce e morbide. Raggiunse l’obbiettivo. Io arrapato più che mai in un salto la raggiunsi. Lei seduta su di un ramo e io in un altro poco più alto. Ridevamo per l’impresa mettendo in pausa l’incantesimo senza romperlo , la luna ormai era alta, la sua luce attraverso i rami ci illuminava i volti a macchie scure. Rimanemmo li per un po'. E io pensavo ancora che non avrei potuto essere così stupido di non avere il coraggio di averla mia quella sera.
Scendiamo? Mi chiese. Scesi per primo e attesi che lei si posizionasse per scendere.
Poggiò le sue ballerine sulle mie spalle e lentamente si fece scivolare su di me. Vidi bene le sue gambe che si appoggiavano sul mio viso, le sue ginocchia le feci passare sulle mi labbra, tornai a sentire il suo odore di femmina dove ci strofinai il naso, le mie mani passarono sul suo sedere fino ai fianchi e poi su fino al seno dove mi fermai . Non vedevo il suo viso perché il vestito era scivolato all’insù coprendoglielo ma sentivo la sua approvazione. Le massaggiai il seno un’istante e gli sfilai il vestito bianco dal viso. Ora potevo vederla. Sorrideva. Presi il suo vestito lo appesi ad un ramo e scivolammo sull’erba soffice e umida come lei. Guardai il suo vestito appeso illuminato dalla luna sembrava d’argento, guardai le fate ci giravano attorno. Se oggi chiudo gli occhi vedo ancora il suo vestito argentato con le fate che lo sorreggono sulla sommità della collina danzando fra i rami della quercia.

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whiskynsoda 06 gennaio

Ai miei tempi c'era Internet dove potevi cercare la verità, 

Poi tutto cambiò e i popoli vennero

nutriti di falsità. 

 

 

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whiskynsoda 31 dicembre

Riflessioni riflesse. 

Hai fatto quel che hai fatto, hai avuto quel che hai avuto, volevi battere il tempo, ma il tempo non ha padroni, sei solo forse padrone del tuo tempo o forse no. Hai lottato contro il tempo per vincerlo, ma alla fine il tempo ha fatto il suo corso come l'acqua che scorre nel fiume e ti dicono che è acqua passata. Ma non crederci, se il tuo tempo l'hai vissuto bene , ne sei soddisfatto e non hai rimpianti il tempo lo puoi lasciare scorrere come scorre l'acqua del fiume. 

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whiskynsoda più di un mese fa

Pane caldo,

Forse non ricordi ma quei venerdì sera passati in compagnia, birra, ragazze e così sia, sui gradini della scuola del nostro bigotto paese, a raccontarcela di storie vecchie e nuove di ideali folli dettati dall'ennesimo bicchiere di vino rubato dalla cantina di tuo padre. Sembrava avessimo già vissuto gli anni che ancora dovevano venire, si fantasticava da ragazzi 20enni che si credevano già grandi con il mondo in mano e la soluzione per cambiarlo. amico mio di quel tempo, ti ricordi? Eravamo gli ultimi a tornare a casa che ormai era giorno. Prima però si passava dal fornaio per il pane caldo appena sfornato, e un po' di salame per asciugare il vino bevuto tutta la notte. Poi tutti a casa tranne io e te. Li con te cominciavano i discorsi più profondi, ti ricordi? Eravamo molto amici e stringemmo un patto sulla nostra amicizia, ti ricordi? Ci troveremo esattamente tra dieci anni alle 5 di mattina alla stazione ferroviaria, nonostante gli eventi della vita e prenderemo il treno per chissà dove. Quella notte di dieci anni dopo non riuscivo a dormire, così presi la bicicletta e mi avviai verso la stazione.

Ero in largo anticipo cosa che nella vita non sono più riuscito a fare e ti aspettai. Da allora negli anni quel pane caldo è divenuto sempre più freddo e duro.Mi rimane solo il ricordo di quel pane caldo e la promessa di un amico non mantenuta. Amico mio ti posso capire, purtroppo sono io a non capire me stesso, ma che mi frega io sono così.

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whiskynsoda più di un mese fa

Quest'anno sono proibiti i fuochi d'artificio, a questo ci pensa Elon Musk

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whiskynsoda più di un mese fa

In questa città illuminata mi sveglio per il freddo, l'effetto vodka si è esaurito mentre è ancora notte fonda. Il mio letto di cartoni ormai umidi, questa è la mia notte, le strade ormai vuote, rimangono solo luci intermittenti e paurose ombre intorno a me. Ma dov'è, perché?
Perché mi hai lasciato solo? Porte chiuse davanti a me e mai ho avuto il coraggio di abbatterle. Forse cercavo questa condizione o forse no. Questo è il mio fallimento, me l'hai detto in faccia è come se mi avessi pugnalato e ora sono senza via di scampo. Questo è stato il tuo verdetto. L'angolo più buio di questa città è mio, lontano dai festoni illuminati, lontano dalle vostre feste e dal vostro Natale.

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