Scolpita per mancanza.
Un blocco di marmo,
il rumore secco di ciò che cade.
Vite mai nate,
strade non scelte che vibrano ancora.
Scegliere è un atto feroce:
recidere l’infinito
per trovare il perimetro dell’anima.
Non è ciò che aggiungi,
ma ciò che resta dopo il taglio.
Un vuoto che finalmente
ha un nome.
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