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Il buio del bosco premeva contro il vetro, un muro di ombre e resina. Lei aprì la finestra e l'aria gelida le riempì i polmoni. Un fruscio pesante, un’ombra più densa che taglia l'oscurità, e un gufo reale si posò sul ramo di quercia proprio di fronte, immobile come un’antica statua di piume.
🦉 Cosa ti aspetti dal mondo?
🖤 È meglio non aspettarsi nulla.
🦉 Allora sogna.
Il gufo ruotò la testa, fissandola con occhi che sembravano lanterne accese nel vuoto.
🖤 Sognare tra questi alberi?... Il bosco non fa sconti. Se sbagli sentiero, sei perduta. Se aspetti che il sole ti scaldi, potresti gelare prima.
🦉Ma vedi come sono io? Non aspetto che la notte finisca. La abito. Non aspetto che la preda mi si consegni, ma sogno il volo prima ancora di staccarmi dal ramo.
🖤 Sognare è esporsi. È diventare una preda.
🦉Sognare, qui, è diventare come le radici che continuano a scavare perché sanno che la vita è lì sotto, non fuori.
Il gufo reale dispiegò le ali, un’ampiezza che parve inghiottire la stanza, e con un unico, muto colpo di vento tornò nel fitto della macchia.
🦉Se non ti aspetti nulla, il bosco è solo legna. Se sogni, ogni fruscio è un invito. Ora chiudi la finestra, o esci. Ma smetti di stare sulla soglia.
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