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Mi descrivo
la parola vale piu' di mille fogli scritti.
Il Romanticismo come riferimento storico e caratteriale.
La musica del cuore che sussurra nell'anima di chi solo puo' comprenderla e riuscire ad ascoltarla, sentendo vibrare le corde del corpo.
Su di me
Situazione sentimentale
sposato/a
Lingue conosciute
-
I miei pregi
-
I miei difetti
-
Amo & Odio
Tre cose che amo
musica
amore
dolcezza/sorriso dell'anima
Tre cose che odio
Arroganza
cattiveria
non donare un sorriso
I miei interessi
Vacanze Ok!
Spirituale
Vacanze Ko!
Passioni
Suonare
Musica
Lettura
Musica
Lirica
Cucina
Piatti italiani
Libri
Classici
Narrativa
Sport
Calcio e calcetto
Basket
Film
Thriller
Commedia
Libro preferito
la sonata a Kreutzer
Meta dei sogni
Atolli del Pacifico, Stati Uniti
Film preferito
il dottor zivago/Amata immortale/io ti salvero\'
"La musica è una rivelazione più profonda di
ogni saggezza e filosofia...
Chi penetra il senso della mia musica potrà liberarsi dalle
miserie in cui si trascinano gli altri
uomini."
Ludwig van Beethoven
Amata immortale
Mio angelo, mio tutto, mio me stesso. - oggi solo qualche parola
a ma-tita (con la tua matita) - la camera me la potranno fissare
soltanto domani, quanto tempo sprecato per simili inezie - perché
questo dolore profondo, dal momento che è necessario - Può il
nostro amore esistere altrimenti, se non le-gato ai sacrifici e
alla rinuncia a pretendere tutto, che si può fare, se non sei
interamente mia; se non sono interamente tuo - O Dio guarda
quanto è bel-la la natura e non ti turbare per ciò che deve
essere - l'amore esige tutto e con piena ragione, così è di me
con te e di te con me - dimentichi così facilmente che debbo
vivere per me e per te, fossimo interamente riuniti né tu né io
pro-veremmo questo dolore - il mio viaggio è stato tremendo, sono
arrivato qui ieri alle quattro di mattina, mancavano i cavalli
così la posta ha dovuto cambiare iti-nerario, ma che orribile
strada, all'ultima stazione mi avevano sconsigliato di viaggiare
di notte, di guardarmi dall'attraversare un certo bosco, ma ciò
mi ave-va invece stuzzicato - e ho avuto torto, con tutti quei
sobbalzi su un fondo appena sterrato, la carrozza avrebbe potuto
non farcela e con due postiglioni me-no abili dei miei, sarei
rimasto bloccato a metà strada - a Esterhazi non è an-data meglio
sulla strada normale, con i suoi otto cavalli contro i miei
quattro.
-Anzi, io mi sono persino divertito come mi accade sempre in caso
di scam-pato pericolo - ma torniamo in fretta dalle cose esterne
a quelle interne, ci ri-vedremo presto, anche oggi non posso
comunicarti le osservazioni che ho fat-to in questi ultimi giorni
a proposito della mia vita - se i nostri cuori fossero sempre
vicini l'uno all'altro, non mi sarebbero certamente venute in
mente, ho il cuore che scoppia di cose da dirti - Ah - ogni tanto
penso che le parole non siano in grado di esprimere nulla - sii
serena, continua ad essere il mio fedele, unico tesoro, il mio
tutto, come io lo sono per te; il resto, quello che ci potrà e ci
dovrà accadere, saranno gli dei a deciderlo. -
Il tuo fedele Ludwig
Lunedì 6 luglio sera
Tu soffri, tu, l'essere a me più caro - in questo momento
m'informano che le lettere devono essere consegnate molto presto al
mattino. Lunedì - gio-vedì gli unici due giorni in cui la posta
parte di qui per K. - tu soffri - Ah, dove sono io, ci sei anche tu
con me, parlo con me e con te, faccio come se potessi vivere con
te, che vita! !!! così!!!! senza di te - Perseguitato qua e là
dal-la bontà degli uomini che credo - così poco di voler meritare e
che merito co-sì poco - L'umiltà dell'uomo verso l'uomo - mi fa
male - e se mi considero nel quadro dell'universo, che cosa sono e
che cosa è colui - che chiamano il più grande - e tuttavia - anche
qui c'è il divino dell'uomo - mi viene da pian-gere al pensiero che
tu riceverai le mie notizie probabilmente non prima di sa-bato -
per quanto tu mi possa amare - il mio amore per te è ancora più
forte. - e mai starmi nascosta - buona notte - come frequentatore
dei bagni devo ora andare a dormire - <Vai tu pure, vai tu
pure> O Dio - così vicini! così lon-tani! non è forse un vero
edificio celeste il nostro amore - ma anche solido co-me la volta
del cielo. -
Buon giorno 7 Luglio
a letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata
immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell'attesa che il
destino esaudisca i nostri desideri - posso vivere soltanto unito
strettamente a te, non altrimenti, sì, ho deciso di errare
lontano finché non potrò volare nelle tue braccia e sentirmi
perfettamente a ca-sa accanto a te e lasciando che la mia anima,
circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti -
purtroppo così deve essere - ti rassegnerai, tanto più
co-noscendo la mia fedeltà verso di te, nessuna altra donna potrà
mai possedere il mio cuore, mai - mai - O Dio perché doversi
allontanare dall'oggetto di tan-to amore, la mia vita a V. è ora
miserevole - il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello
stesso tempo il più infelice degli uomini - alla mia età avrei
bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse - ma è ciò
possibile nella no-stra situazione? - Angelo mio, mi dicono ora
che la posta funziona tutti i gior-ni - quindi chiudo affinché tu
possa ricevere la lettera al più presto - sii calma, solo
contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere
il no-stro scopo di vivere insieme - sii calma - amami - oggi -
ieri - Quanta nostal-gia, quanto rimpianto di te - di te - dite -
mia vita - mio tutto - addio - ti pre-go continua ad amarmi - non
smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato
L.
Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente nostri
Inno alla gioia originale
Inno alla Gioia
Testo tedesco di Schiller
O Freunde, nicht diese Töne!
Sondern laßt uns angenehmere anstimmen
und freudenvollere !
Freude, schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlischer, Dein Heiligtum !
Deine Zauber binden wieder,
Was die Mode streng geteilt ;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo Dein sanfter Flügel weilt.
Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein,
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein !
Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund !
Und wer's nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund.
Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur ;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod ;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott !
Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt'gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.
Seid umschlungen, Millionen.
Diesen Kuß der ganzen Welt !
Brüder ! Über'm Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.
Ihr stürzt nieder, Millionen ?
Ahnest Du den Schöpfer, Welt ?
Such'ihn über'm Sternenzelt !
Über Sternen muß er wohnen.
Inno alla gioia traduzione in italiano
O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.
Gioia, bella scintilla divina,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.
L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!
Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!
Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!
Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero Fratelli,
sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!
O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi
fate passare per tale, come siete ingiusti con me, non sapete la
causa segreta di ciò che è soltanto un'apparenza, il mio cuore e la
mia mente erano sin dall'infanzia inclini al tenero sentimento
della benevolenza, e avrei anche sempre voluto compiere grandi
azioni, ma pensate solo che da sei anni sono colpito da un male
inguaribile, reso più grave da medici insensati che mi hanno
ingannato anno dopo anno facendomi sperare in un miglioramento
illusorio, con la prospettiva finale di una menomazione permanente
(la cui guarigione durerà magari anni se non è addirittura
impossibile). Nato con un temperamento ardente e vivace, persino
aperto alle distrazioni della vita sociale, ho dovuto presto
isolarmi, vivere in solitudine, ogni tanto ho ben cercato di
superare tutto ciò, ma l'esperienza doppiamente mortificante del
mio cattivo udito mi ha duramente richiamato alla realtà, come
avrei infatti potuto dire agli uomini:
parlate più forte, gridate, perché sono sordo, come poter
confessare la debolezza di un senso che dovrei possedere molto più
degli altri, un senso che un tempo possedevo in realtà al più alto
grado di perfezione, come pochi altri del mio mestiere possiedono o
hanno mai posseduto - no, non lo posso fare, perdonatemi quindi se
mi vedrete stare in disparte là dove invece mi mescolerei così
volentieri con voi, la mia disgrazia mi fa doppiamente male perché
vengo inoltre malgiudicato, per me il piacere di stare in mezzo
alla gente, di partecipare a conversazioni intelligenti, a proficui
scambi di vedute, non esiste, e quando è veramente indispensabile
avere a che fare con la società, devo restare quasi completamente
solo, vivere come un esiliato, se mi avvicino a qualcuno, sono
subito terrorizzato al pensiero che possa in qualche modo
accorgersi della mia condizione
così è stato negli ultimi sei mesi che ho trascorso in campagna
seguendo il consiglio del mio bravo medico di affaticare i miei
orecchi il meno possibile, egli veniva così incontro alle mie
attuali inclinazioni, anche se di tanto in tanto mi sono lasciato
sviare dal mio istinto socievole, ma che umiliazione quando
qualcuno accanto a me udiva di lontano il suono di un flauto e io
nulla o qualcuno udiva un pastore cantare e io sempre nulla, questi
fatti mi portavano al limite della disperazione e poco ci mancò che
non mi togliessi la vita solo l'arte mi ha trattenuto dal farlo; mi
è parso impossibile lasciare questo mondo prima di avere pienamente
realizzato ciò di cui mi sentivo capace, così ho prolungato questa
vita miserabile -veramente miserabile, un corpo così sensibile che
qualsiasi cambiamento un po' brusco può trasformare il mio stato di
salute da ottimo a pessimo - pazienza -proprio così, devo
sceglierla come guida, così ho fatto, spero che questa mia
risoluzione resista finché le inesorabili parche vorranno spezzare
il filo, forse andrà meglio, forse no, sono preparato - a
ventott'anni essere costretto a diventare filosofo non è facile,
per un artista è ancora più duro che per qualsiasi altro uomo.
Divinità tu vedi dall'alto il fondo della mia anima, sai che amo
gli uomini e desidero fare il bene, o uomini, se mai un giorno
leggerete questo scritto, pensate al torto che mi avete fatto, e
l'infelice si consoli di aver trovato qualcuno simile a lui,
qualcuno che, malgrado tutti gli ostacoli della natura, ha fatto
tutto il possibile per essere ammesso nella schiera degli artisti e
uomini di valore - voi, miei fratelli Carl e..., non appena sarò
morto e se il Professor Schmid sarà ancora in vita, pregatelo a mio
nome di descrivere la mia malattia, e aggiungete a questa storia
della mia malattia il presente scritto, in modo che almeno il mondo
possa quanto più riconciliarsi con me contemporaneamente vi
dichiaro entrambi eredi del mio piccolo patrimonio (se così lo si
può definire), dividetevelo onestamente e sopportatevi e aiutatevi
l'un l'altro, ciò che avete fatto contro di me, lo sapete, ve l'ho
già da molto tempo perdonato; a te mio fratello Karl, un grazie
particolare per l'attaccamento che mi hai dimostrato in questi
ultimi tempi
; vi auguro una vita migliore e meno carica di affanni della mia,
raccomandate ai vostri figli la virtù, essa sola può rendere
felici, non il denaro, lo dico per esperienza; essa mi ha recato
sollievo nella sofferenza, a lei, oltre che alla mia arte, debbo
se non mi sono tolta la vita- addio e vogliatevi bene-; ringrazio
tutti gli amici, in particolare il principe Lichnowski e il
P[rofessorj Schmidt - gli strumenti del principe L. desidero che
siano possibilmente conservati da uno di voi, beninteso senza che
per questo vi disputiate; se peraltro potessero servirvi per
altri scopi, vendeteli pure; sarei molto felice di potervi essere
utile anche nella tomba - così fosse - con gioia vado incontro
alla morte - ma se essa mi coglierà prima che abbia avuto
occasione di sviluppare interamente i miei talenti artistici,
sarebbe per me, malgrado il mio duro destino, troppo presto e
vorrei che venisse più tardi - e tuttavia sarei contento lo
stesso, non meriterebbe forse da uno stato di infinita
sofferenza? - Vieni quando vuoi, ti vado intrepidamente incontro
- addio, non dimenticatemi completamente quando sarò morto, me lo
sono meritato perché nella mia vita ho spesso pensato di rendervi
felici, siatelo.