Profilo BACHECA 2429
...non esiste casa che non sia il tuo nome...
È fuori di...
Marco 3,20-21
«È fuori di sé».
I “suoi” non capiscono e non vogliono sapere altro, intendono solo riportarlo a casa. Quel che si dice di lui li preoccupa e certo non giova al buon nome della famiglia. Ma rimarranno “fuori” perché Gesù, rispondendo alla sua singolare vocazione, è andato oltre, ha assunto una missione che l’ha portato a uscire dal clan e dalle sue logiche: sì, ormai “è fuori” dalle determinazioni del senso comune e del sangue, da reti di vincoli, abitudini, convenzioni… trascese nel compiersi di una promessa.
UNA SINTESI SINFONICA
Mc 3,13-19
«...Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui...»
Gesù “fa” i Dodici, costituendoli nell’unità di un gruppo che raccoglie la molteplicità plurale di volti e nomi, di storie e provenienze, di luci e ombre. Gesù “fa” i Dodici, costituendoli nell’unità di un gruppo che raccoglie la molteplicità plurale di volti e nomi, di storie e provenienze, di luci e ombre. Ecco la chiesa, un pugno di uomini che non hanno nulla di eccezionale né alcuna aura di perfezione, ma che forse avvertivano “la sfida di scoprire e trasmettere la ‘mistica’ di vivere insieme, di mescolarsi, di incontrarsi, di prendersi in braccio, di appoggiarsi, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio”.
DELLA COLLERA E TRISTEZZA DI GESÙ
Mc 3,1-6
”...domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!»"
Della tristezza per il cuore duro degli avversari, per il loro fallimento umano. È come se avessero scordato di credere al Dio turbato e coinvolto dal grido di lamento dei figli di Israele schiavi in Egitto. Collera e tristezza sono la forma della compassione di Gesù per l’uno e per gli altri. La collera è la compassione che, abbracciando un essere umano menomato, rifiuta l’ingiustizia, resiste all’assurdo dell’esistenza. La collera potrebbe piegare Gesù su di sé rischiando di implodere in microconflittualità o di incancrenirsi nel rancore. Gesù la elabora in un gesto di cura a favore dell’altro essere umano.
VOLGI LO SGUARDO
Marco2,23-28
«...il Figlio dell'uomo è signore...»
I farisei chiedono a Gesù di vedere e condannare... Gesù a sua volta dice 2 cose: di VOLGERE il proprio sguardo accusatorio non agli ma a se stessi (non avete mai letto nelle Scritture? E le Scritture aiutano a vedermi dentro,se io voglio). Infine, di VOLGERE il nostro sguardo al suo, uno sguardo venuto non per condannare,ma salvare!
SQUARCI
Marco 2,18-22
«...ma verranno giorni...»
Vero problema non è il fatto che ci sia lo strappo né capire chi o cosa lo provoca, ma il difficile equilibrio dell’accettare lo strappo senza distanziarsi dalle persone. Non si può evitare il cambiamento, salvare tutto: le pezze non sono efficaci ma strappano, il vino ha bisogno di muoversi e chiede qualcosa di nuovo. Limite umano delle sicurezze faticosamente e diligentemente acquisite, la meno disposta a mettersi in discussione e ad accogliere i cambiamenti.








