DOMANDE VITALI
Gv 1,35-42
«Che cosa cercate?»
«Rabbì dove dimori?»
«Venite e vedrete»
«Prima di correre a cercare risposte vivi bene le tue domande» (Rilke)
DOMANDE VITALI
Gv 1,35-42
«Che cosa cercate?»
«Rabbì dove dimori?»
«Venite e vedrete»
«Prima di correre a cercare risposte vivi bene le tue domande» (Rilke)
QUALITÀ? PECCATORE
Mc 2,13-17
«Seguimi».
Nei primi capitoli Marco sottolinea la dimensione miracolosa dell’opera di Gesù:dopo aver chiamato i primi discepoli,guarisce numerose persone,ma poi ha iniziato con il chiamare dei pescatori. Lo scopo della chiamata: i discepoli diventeranno pescatori“di uomini”, per trarli fuori dal “mare”, sede del male. Oggi, Msrco ci mostra dove Gesù va a pescare quelli che lo accompagneranno nel suo ministero:un esattore delle tasse!Peggio di così non si poteva trovare:i pubblicani assommavano su di sé tutti i difetti e i peccati immaginabili. Inoltre,Levi era seduto al banco delle imposte:posizione doppiamente statica.È seduto,inchiodato al suo seggio davanti al suo banco,e poi vive del mondo disperato di Mammona,fatto di fatture, ricevute,estorsioni, ingiustizie e violenze,ed è a servizio dei romani,forza di occupazione.Da questo mondo ci si libera solo rinunciando persino alle ultime due monetine rimaste,come ricorda la povera vedova dell’evangelo.La chiamata di Gesù, non solo rimette in piedi, ma “risuscita” (Marco utilizza lo stesso verbo della risurrezione),per cui Levi inizia a camminare dietro a Gesù.
Una vita da perdonati e sanati
Mc 2,1-12
«Si seppe che era in casa»
Gesù conosce l’umana consolazione della casa. Un luogo raccolto ma non chiuso, custodito ma non isolato: la casa è davvero tale quando si apre per accogliere, quando non teme di farsi ospite di volti e di voci. Per Marco è il luogo in cui si manifesta la salvezza di Dio: non il tempio, non la sinagoga, ma lo spazio in cui si vivono gli affetti, l’amicizia, la fraternità; in cui insieme si fa festa e insieme si piange; in cui agli scontri seguono le riconciliazioni; in cui, al calar del silenzio, quando si rimane soli, si custodiscono interiormente le persone ospitate.
LA VERA LIBERTÀ,QUELLA DEL CUORE
Mc 1,40-45
«Guarda di non dire niente a nessuno...».
Gesù rimette in cammino, non costringe a stare prostrati davanti a lui, ma rialza e concede autonomia, libertà, possibilità di allontanarsi da lui e di avere una vita indipendente. Gesù non dice mai: “Sai che cosa ti ho fatto?”, “Sei consapevole del dono che da me hai ricevuto”? L’unica volta è quando lava i piedi ai suoi discepoli, non per chiedere amore e riconoscenza per sé ma amore per gli altri, perché i discepoli, consapevoli del dono ricevuto, si lavino i piedi gli uni gli altri. L’unico debito che il discepolo deve riconoscere di avere nei confronti dell’amore ricevuto da Gesù è il debito dell’amore vicendevole verso i fratelli.
I nostri gesti nelle sue mani
Mc 1,29-39
Gesù si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano;
Il servizio al fratello e alla sorella è la traduzione e la declinazione di quell’amore che Gesù ci ha donato nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni quotidiane. Questo piccolo miracolo raccontato oggi dà il significato a tutti i miracoli del vangelo: Gesù compie tali gesti per restituire a ciascuno di noi la capacità di amare di un amore teso verso il fratello e la sorella dunque una capacità di servire l’altro.
PRESENZA SCOMODA
Mc 1,21-28
«Io so chi tu sei: il santo di Dio!»
Tutti i presenti riconoscono in Gesù qualcosa di eccezionale, pur non arrivando ancora a cogliere chi sia davvero. Solo uno dei presenti coglie in verità e in profondità Gesù… lo spirito impuro! Il punto però è che la sua affermazione vera, resta in lui sterile, perché la pronuncia da spirito “impuro”, uno spirito che non vuole comunione con il Signore, che non vuole seguire Gesù, che non vuole coinvolgersi con lui. Conosce Gesù, ma non lo vuole per la sua vita. Ecco, il Regno che viene “rovina” la nostra aspirazione a bruciare incenso a noi stessi. Gesù allora dà due ordini allo spirito: “Taci, esci da lui”. Due ordini volti a ristabilire la comunione:lo spirito di non-comunione deve far silenzio, lasciar cadere anche le parole su Dio se non gli crede;deve poi abbandonare chi tiene in balia,perché quell’uomo possa essere restituito alla sua dignità di figlio, “posseduto”sì,se non dal Signore e dal suo amore,che rende l’uomo tempio dello Spirito Santo.
TEMPO DI VISITE
Mc 1,14-20
«...dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea...».
Gesù inizia a proclamare la gioiosa notizia dicendo: “Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino”. Il regno di Dio si è avvicinato con e nella persona di Gesù. In lui Dio regna pienamente, in lui contempliamo l’uomo come Dio l’ha pensato. In Gesù vediamo la possibilità della nostra piena realizzazione umana. Per questo, il tempo in cui Gesù inizia a predicare è “un’occasione da non perdere, il tempo ricco di possibilità”.
TEMPO DI VISITE
Mc 1,14-20
«...dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea...».
Gesù inizia a proclamare la gioiosa notizia dicendo: “Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino”. Il regno di Dio si è avvicinato con e nella persona di Gesù. In lui Dio regna pienamente, in lui contempliamo l’uomo come Dio l’ha pensato. In Gesù vediamo la possibilità della nostra piena realizzazione umana. Per questo, il tempo in cui Gesù inizia a predicare è “un’occasione da non perdere, il tempo ricco di possibilità”.
Marco 1,7-11
«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Il battesimo racconta anche ciò che a Dio manca: al Padre manca
di essere amore riamato dai liberi, splendidi, meschini, figli che
noi siamo.Tu sei mio, oggi ti ho generato e ti affido al rischio di essere te stesso, figlio che cerca di diventare fratello dell’uomo.
NELLA TEMPESTA
Marco 6,45-52
«...dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani...»
Questo episodio dice la debolezza e la fragilità del nostro essere. Quando tutto sembra normale, ci crediamo forti. È quando sopraggiunge l’ostacolo, la tentazione, che rischiamo di cadere. La fede dà un’audacia inimmaginabile. Ricordiamo le prime parole di Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura di aprire le porte a Cristo”. Possiamo dire con il Vangelo: apriamo le porte a Cristo e non avremo più paura, perché in lui saremo vincitori.