La pace, desiderio di follia
Lc 19,41-44
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!».
Scriveva Alda Merini:“Far camminare un bimbo è cosa semplice.
Tremendo è portare gli uomini verso la pace.
Essi accontentano la morte per ogni dove.
Come fosse una bocca da sfamare”.

La strada che porta alla pace è stata nascosta ai nostri occhi, perché è cammino da percorrere nel nostro cuore, dove si combatte una guerra incessante. La pace non è fare affidamento sulle nostre autoaffermazioni, realizzazioni, siano esse edifici o comunità o opere sia pure belle e buone. La pace non è conquista, ma cammino dietro a colui che è entrato a Gerusalemme come Messia mite e umile di cuore, a dorso di un asino. È follia in un mondo in cui costruiamo muri sempre più alti nelle città, tra i paesi, muri di incomprensione e incomunicabilità nelle nostre comunità, la pace è un desiderio di follia, ma per noi questa follia ha un nome: Gesù il Cristo, colui che è la nostra pace.