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ultimo accesso: 09 giugno

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donmichelangelotondo più di un mese fa

IL TEMPIO DEL PROPRIO CUORE

Lc 19,45-48
«Gesù entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano».

 

Ognuno è responsabile per il tempio del proprio cuore: questa non è soltanto una lettura pia, ma ci avverte che le parole di Gesù ci riguardano direttamente. Nel desiderio di tornare al Signore, dobbiamo imparare a discernere i pensieri buoni e quelli menzogneri che ci rubano a noi stessi, i desideri che dilatano il nostro cuore e le avidità che ci lasciano moribondi

 

 

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donmichelangelotondo più di un mese fa

La pace, desiderio di follia

 

Lc 19,41-44
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!».

Scriveva Alda Merini:“Far camminare un bimbo è cosa semplice.

Tremendo è portare gli uomini verso la pace.
Essi accontentano la morte per ogni dove.
Come fosse una bocca da sfamare”.

 

 

La strada che porta alla pace è stata nascosta ai nostri occhi, perché è cammino da percorrere nel nostro cuore, dove si combatte una guerra incessante. La pace non è fare affidamento sulle nostre autoaffermazioni, realizzazioni, siano esse edifici o comunità o opere sia pure belle e buone. La pace non è conquista, ma cammino dietro a colui che è entrato a Gerusalemme come Messia mite e umile di cuore, a dorso di un asino. È follia in un mondo in cui costruiamo muri sempre più alti nelle città, tra i paesi, muri di incomprensione e incomunicabilità nelle nostre comunità, la pace è un desiderio di follia, ma per noi questa follia ha un nome: Gesù il Cristo, colui che è la nostra pace.

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La pace, desiderio di follia

 

Lc 19,41-44
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!».

Scriveva Alda Merini:“Far camminare un bimbo è cosa semplice.

Tremendo è portare gli uomini verso la pace.
Essi accontentano la morte per ogni dove.
Come fosse una bocca da sfamare”.

 

 

La strada che porta alla pace è stata nascosta ai nostri occhi, perché è cammino da percorrere nel nostro cuore, dove si combatte una guerra incessante. La pace non è fare affidamento sulle nostre autoaffermazioni, realizzazioni, siano esse edifici o comunità o opere sia pure belle e buone. La pace non è conquista, ma cammino dietro a colui che è entrato a Gerusalemme come Messia mite e umile di cuore, a dorso di un asino. È follia in un mondo in cui costruiamo muri sempre più alti nelle città, tra i paesi, muri di incomprensione e incomunicabilità nelle nostre comunità, la pace è un desiderio di follia, ma per noi questa follia ha un nome: Gesù il Cristo, colui che è la nostra pace.

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La pace, desiderio di follia

 

Lc 19,41-44
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!».

Scriveva Alda Merini:“Far camminare un bimbo è cosa semplice.

Tremendo è portare gli uomini verso la pace.
Essi accontentano la morte per ogni dove.
Come fosse una bocca da sfamare”.

 

 

La strada che porta alla pace è stata nascosta ai nostri occhi, perché è cammino da percorrere nel nostro cuore, dove si combatte una guerra incessante. La pace non è fare affidamento sulle nostre autoaffermazioni, realizzazioni, siano esse edifici o comunità o opere sia pure belle e buone. La pace non è conquista, ma cammino dietro a colui che è entrato a Gerusalemme come Messia mite e umile di cuore, a dorso di un asino. È follia in un mondo in cui costruiamo muri sempre più alti nelle città, tra i paesi, muri di incomprensione e incomunicabilità nelle nostre comunità, la pace è un desiderio di follia, ma per noi questa follia ha un nome: Gesù il Cristo, colui che è la nostra pace.

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«Quando non ci credi più,accadono le cose belle».
(S. Loren, Una vita davanti a sé, Netflix 2020).

 

 

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TRA OMBRA E LUCE

Lc 18,31-43 
«...(i discepoli)non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto...il cieco gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!"».
I discepoli fanno fatica a entrare nel buio a cui Gesù li sta preparando (annuncio della sua morte e risurrezione). Al tempo stesso vedono un cieco che lo implora ed entra nella luce...i discepoli resi ciechi dall’oscurità di parole che parlano di morte, non riescono a vedere la luce di parole che al contempo parlano di vita, di un trionfo finale della vita sulla morte!

 

 

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CHE ALTRO VOGLIAMO?

Mt 25,14-30

«In quel tempo Gesù disse alle folle:avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni».

Che altro?
Ci affida i suoi beni!
Ci dona tutto il tempo opportuno!
Ci premia non per il risultato,ma per LA FEDELTÀ!
Ci fa prendere parte alla sua gioia!
Che altro? Di cosa temere? La paura,semplicemente,mangia e divora l'anima!

 

 

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donmichelangelotondo più di un mese fa

DIO FARÀ GIUSTIZIA PRONTAMENTE

Lc 18, 1-8
«Gesù diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai».

Con questa parabola Gesù ci insegna da un lato che, per perseverare nell’attesa, già oggi c’è un esaudimento di Dio sempre certo: il dono dello Spirito santo, fonte e frutto della preghiera, che ci fa partecipi degli stessi sentimenti di Gesù, e dunque della sua preghiera continua e piena di fede. Dall'altro ci pone una domanda: “Ma quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà la fede sulla terra?” (cf. Lc 18,8). A noi, che così spesso dubitiamo della fedeltà di Dio, Gesù insegna a dubitare

 

 

piuttosto della nostra fedeltà, e a tenerci stretti alla promessa di Dio nella preghiera fiduciosa che è il respiro della fede.

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