Ti avevo visto prima delle parole,
prima che il tetto cedesse sul nome...
ti avevo annusato come si annusa un profumo
come si riconosce il proprio sangue caldo.
Ho ingoiato stagioni amare e nere,
ho masticato i tuoi silenzi duri
ho aperto le cosce ai tuoi no... e ancora
ti cercavo tra le costole, di notte.
Mi sono fatta carne da mordere,
mi sono fatta bocca, mi sono fatta buio...
ti ho offerto il ventre, il fondo, la radice,
tutto quello che brucia e non si dice.
Dicevi che ti fermavi per pietà.
Ma la pietà non ansima, non suda,
non resta sveglia a mordersi le mani
su un corpo che chiedeva solo peso.
Perché chi ama davvero non si salva.
Chi ama scende... fino all'inferno, fino
dove la carne smette di mentire
e il coraggio costerebbe la pelle.
E io ti avevo riconosciuto, sai?
Quel tipo di certezza che non chiede,
che sa già tutto prima di toccare.
Tu sì... ma hai preferito non sapere.
Non ti accuso di non amarmi.
Ti accuso di aver scelto la cecità.
