La forza
si costruisce sui fallimenti
non sui propri successi.
Ciò che mi ha resa forte
è stato nuotare...
sempre controcorrente.
La forza
si costruisce sui fallimenti
non sui propri successi.
Ciò che mi ha resa forte
è stato nuotare...
sempre controcorrente.
Le sensazioni sono mezze verità.
E credo sia proprio così.
È una teoria che non smentisco mai.
Anzi, la confermo.
Sempre!
"Quando senti qualcosa che ti fa vibrare il cuore
non domandarti mai cosa sia,
ma vivilo fino in fondo perché quel brivido,
quella sensazione si chiama vita."
La miglior vendetta è essere maledettamente felici e irraggiungibili. Lascia che parlino del tuo passato, mentre tu sorseggi il presente con l'eleganza di chi ha già vinto. Il mio cammino profuma di caffè e libertà, e non prevede fermate per chi non sa stare al passo...
Buon pranzo.👋🥐☕️😈
La consistenza di un respiro. È un’offerta che si espande, che cerca spazio tra le pareti del petto, riempiendo il vuoto che credevamo incolmabile. Eppure, in quella fioritura improvvisa, c’è un pericolo... la distrazione. Serve una cura che non fa rumore, una veglia silenziosa che sappia proteggere lo splendore senza calpestarlo con le pretese. Osservare la bellezza mentre si apre significa anche saper fare un passo indietro, lasciandole il mistero di cui ha bisogno per non appassire sotto il peso del nostro ego.
Non dovremmo mai abituarci alla meraviglia, né dare per scontato il gesto di chi ci porge una parte di sé. Ogni dono è un inizio che si rinnova; stancarsene significherebbe smettere di respirare. Bisogna restare lì, in quella soglia di attesa vigile, dove il silenzio diventa l’unico modo onesto per ringraziare
.
«Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande. Ai miei amati alunni, non fermatevi, non arrendetevi, studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio».
«Oggi sono ancora debole, la voce è un soffio, il corpo ha ferite profonde ancora fresche. Ma il mio spirito è vivo. E questa vita è un dono che non sprecherò. So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio. Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori».
«Ai colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente per mettermi in salvo: il vostro sangue freddo e la vostra forza hanno creato una barriera tra me e la morte. Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti. Al personale dell'elisoccorso, che ha bloccato un'emorragia devastante, che ha lottato contro il tempo, che mi ha restituito un battito stabile con una lunga trasfusione, mentre la linfa della vita usciva dalle mie ferite: non dimenticherò mai le vostre mani ferme e la vostra calma. Ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari che mi hanno accolto, curato e operato con una delicatezza che va oltre il dovere: siete stati famiglia».
«Alle forze dell'ordine e alle autorità, presenti subito, attente, rispettose, che hanno messo ordine nel caos e garantito sicurezza a tutti. A mio fratello Giampaolo, che ha tremato, pregato, vegliato accanto a me senza mai perdere la speranza. All'avvocato Angelo Lino Murtas, che mi sta accompagnando con sensibilità e competenza in un percorso che non avrei mai immaginato di dover affrontare. Ai genitori, che mi scrivono, che mi abbracciano anche se solo da lontano, che hanno raccontato ai propri figli il valore dell'empatia e della vita. A chiunque mi sta mandando messaggi, preghiere, pensieri, anche senza conoscermi: li ho sentiti arrivare tutti, uno per uno, come fili che mi hanno ricucito l'anima.
Con commossa gratitudine».
Lettera dettata da Chiara Mocchi, la prof. accoltellata a Trescore Balneario, dal suo letto dell'ospedale.
Si centellina il tempo per berne l'estasi, si accende l’istinto per dare un’anima al corpo e si respira l’imprevisto per sentirsi davvero vivi...
La vita è troppo strana: ci vuole la tristezza per sapere cosa sia la felicità, il rumore per apprezzare il silenzio e l'assenza per valutare la presenza.
Buongiorno 🌸🌿
Auguro a tutti buon Venerdì 🌸🌿🌸